L’insegnamento della storia dell’arte

Perché è importante studiare la storia dell’arte a scuola? Perché può servirci a sentire, almeno in parte, lo spirito che in precedenza ha animato i nostri simili nella produzione di oggetti artistici, e quindi a comprendere – vedere – meglio la produzione artistica contemporanea, che deriva da quella precedente.

La storia dell’arte è, da un lato, storia delle idee, e, dall’altro, storia degli oggetti intorno ai quali queste idee prendono forma. Infatti, non possiamo considerare l’arte una copia della realtà, bensì una sua imitazione: nel significato di prendere a esempio, seguire come modello qualcuno o qualcosa, in termini generali oppure in qualche sua espressione o caratteristica specifica. “Fare come”: il fare precede sempre il copiare.

Entriamo quindi nel campo dell’interpretazione individuale del mondo visibile, del quale un artista sceglie consapevolmente quali elementi imitare, quali enfatizzare, a quali alludere, quali trascurare, quali, addirittura, non considerare nemmeno.
Ma ogni singolo artista svolge tutto questo immane lavoro in completa autonomia,
disinteressandosi e ignorando la storia delle soluzioni formali – le idee, di cui parlava Roberto Longhi – che formano la storia, che lo precede, e il mondo dell’arte nel quale è, per forza di cose, immerso? Ovviamente, non è così.
Non lo è: possiamo dirlo perché ormai sappiamo che l’atto del vedere, e, in seguito, di rappresentare qualcosa, è un processo mentale molto complicato, che si sviluppa per passaggi l’uno successivo all’altro, in una successione che si affina nel suo farsi.

Si impara a vedere, partendo da quello che già si sa, esplorando il mondo visibile: il nostro cervello fa ipotesi, smentite o confermate nelle risposte che la realtà circostante – il mondo visibile – fornisce al nostro occhio: esso è tutto tranne che innocente e inconsapevole.

Un artista deve conoscere le soluzioni formali adottate dai suoi predecessori, perché esse lo aiutano a vedere con più chiarezza ciò che guarda.
È dunque ragionevole dire che l’arte è storia delle idee, degli uomini che da esse sono stati mossi e che hanno lavorato con spirito critico, ma è anche storia degli oggetti scaturiti da questo processo.

Perché è importante studiare la storia dell’arte a scuola? Perché può servirci a sentire, almeno in parte, lo spirito che ha animato chi ci ha preceduto nella produzione di opere d’arte; e poi, perché ci fa comprendere – vedere – meglio la produzione artistica contemporanea; studiare la storia dell’arte ci aiuta a capire il nostro passato e il nostro presente; ma studiare la storia dell’arte ci serve anche a rendere più conoscibile il tempo in cui viviamo, perché il nostro sguardo viene educato a vedere meglio il mondo, inclusi, ovviamente, il nostro e l’altrui patrimonio culturale; infine, studiare la storia dell’arte ci aiuta – spero – a capire un poco meglio anche noi stessi.

Pietro Bellini