Riflessioni di una maestra
Come vede la scuola di oggi una docente entrata in ruolo trentadue anni fa? Ecco una lettera che abbiamo ricevuto.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Come vede la scuola di oggi una docente entrata in ruolo trentadue anni fa? Ecco una lettera che abbiamo ricevuto.
Secondo studi recenti, il cervello si modifica lungo tutto il corso della vita attraverso le attività mentali che intraprende e struttura la propria plasticità in particolare a partire da compiti difficili. La scuola, invece che essere il luogo dell’aiuto e dalla semplificazione, deve stimolare i giovani cervelli attraverso difficoltà e sfide per permetterne il pieno sviluppo.
Per secoli è parso illuminante l’adagio di Bernardo di Chartres, che definisce i moderni come “nani sulle spalle dei giganti” del mondo passato; ma da qualche decennio c’è chi vuole scendere da quelle spalle, sentendosi gigante lui stesso.
La vera creatività artistica nasce dalla spontaneità (ed è dunque innata) oppure dallo studio (ed è dunque acquisita)?
Se l’arte è originata dal Genio (cioè da fattori esterni) e non dell’Impegno (cioè dalla fatica e dall’esercizio quotidiani), a che scopo insegnarne la pratica?
La scuola senza voti nasce dal rifiuto pedagogico dell’alfabetizzazione e della conoscenza discorsiva come suoi scopi costitutivi.