Effetto bokeh e curricolo verticale

Nella secondaria, la pretesa di mettere al centro dell’insegnamento un alunno pensato come fosse ancora alla primaria, si traduce paradossalmente nella sua sostituzione con un modello astratto.

L’effetto bokeh è una tecnica fotografica molto diffusa che usa la sfocatura per mettere in risalto un soggetto preciso dell’immagine. Si può ottenere in due modi: otticamente, al momento dello scatto, scegliendo la profondità di campo; oppure artificialmente, in post-produzione al computer.

Se alla scuola primaria il bambino ha una modalità di pensiero operatorio concreto, che si presta a un approccio globale e unitario, alla secondaria il preadolescente si muove verso il pensiero formale e astratto, per il quale le discipline si differenziano e richiedono linguaggi e metodi propri.

Le due fasi non sono sovrapponibili, e una logica pensata per la prima non si può trasferire di peso alla seconda: pensare di poterlo fare implica che si ignori questo cambiamento di fase evolutiva. Quando si tenta di trasferire alla scuola secondaria una logica propria della primaria, l’intenzione dichiarata è rimettere l’alunno al centro e ricostruire un’unità che eviti frammentazioni e discontinuità. Proprio in questo passaggio, però, si annida un paradosso: un falso concettuale. L’alunno diventa in realtà meno centrale, perché l’attenzione progressivamente si sposta. Il focus, infatti, passa dall’alunno reale (con i suoi tempi, le sue difficoltà, le sue modalità concrete di apprendimento, che cambiano nelle diverse fasi di crescita) alla costruzione di una progettazione didattica che aspira a essere unitaria.

Questa progettazione, però, non nasce da una reale possibilità di osservazione continua e condivisa, come alla primaria: viene imposta dall’alto per ragioni di carattere pedagogico solo presunte e mai dimostrate. Si costruiscono così dispositivi complessi: integrazioni tra discipline, griglie comuni, percorsi formalmente coerenti, una marcata verticalità. Più questi strumenti diventano centrali, più rischiano di sostituirsi al soggetto che dovrebbero servire, l’alunno. E intanto tolgono energie ai docenti, che “perdono” tempo dietro a questo esercizio che risulta fine a se stesso.

Si crea quindi un effetto controintuitivo. L’intenzione dichiarata è: “mettiamo al centro l’alunno come alla primaria”. L’esito concreto, invece, è: “mettiamo al centro il modello organizzativo”.

Il lavoro collegiale si concentra così sulla tenuta formale dell’impianto (che sia coerente, integrato, condiviso), mentre l’alunno, nella sua specificità, scivola sullo sfondo: quasi un effetto bokeh. All’alunno reale se ne sostituisce uno “teorico”, implicito nei documenti prodotti: un alunno medio, astratto, che risponde alle logiche di una progettazione che piace a qualcuno. Esiste nelle UDA, nelle griglie di valutazione, nei percorsi interdisciplinari, ma non coincide con i ragazzi in carne e ossa che i docenti incontrano ogni giorno, ciascuno per il proprio segmento limitato di tempo.

Il problema, quindi, non è la ricerca di unitarietà in sé, ma il fatto che, se costruita senza le condizioni strutturali che la rendono autentica, rischia di diventare un fine anziché un mezzo. E quando la progettazione diventa il centro, l’alunno perde centralità proprio nel momento in cui si dichiara di volerla rafforzare.

E, per forza di cose, questa forzatura resta sulla carta e l’apprendimento si traduce in un contenitore vuoto in cui inserire ciò che viene richiesto dall’alto. Nella migliore delle ipotesi (per i ragazzi), i docenti continuano a insegnare alla “vecchia maniera”, accusati però di essere bastian contrari, di mettersi di traverso alla visione progressista, di ostacolare il futuro. Ciononostante è solo nello studio “in motion” delle discipline che sono reperibili, da parte dei singoli docenti, le basi concrete per sollecitare una conoscenza transdisciplinare nell’alunno.

Invece, al momento, la tanto acclamata verticalità, il tanto agognato curricolo verticale, resta sulla carta di un documento. E il ragazzino resta sfocato.

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