Imparare a perdere per non corrompersi

Cosa resta da fare quando ci si trova a far parte di un sistema corrotto?

Ecco l’undicesima memoria dal sottoscuola. Una testimonianza piuttosto disincantata, cinica e disillusa che mette in luce l’importanza di non arrendersi alla corruzione del sistema, che spesso fa pressione affinché vengano promossi anche gli studenti che non se lo meritano e che svaluta sempre di più il valore della conoscenza e dello studio, nonostante si sappia già che il sistema vincerà. Molte persone, sapendo già di perdere, smetterebbero di giocare e di lottare ma, in realtà, secondo questo autore anonimo, la lotta contro la corruzione morale e intellettuale possiede un importantissimo valore intrinseco che consiste nel preservare la propria onestà su entrambi i piani. A pensarci bene, effettivamente, mantenersi integri in un sistema infetto, traviato e viziato non soltanto non è poco, ma sembra addirittura una piccola grande impresa. Un’impresa difficile; un po’ come non è affatto facile passeggiare nelle fogne senza permettere al lezzo delle deiezioni di sostituirsi al proprio odore, e magari mantenendo addirittura integro il proprio profumo. Buona immersione.

E’ fondamentale imparare a perdere mantenendo integra la propria dignità professionale e la propria onestà intellettuale. E’ fondamentale imparare a perdere senza concedere autogol o grandi occasioni agli avversari, ma giocando correttamente e senza commettere falli da reazione tutte le proprie carte fino all’ultimo secondo della partita. E’ fondamentale imparare a perdere senza però passare dalla parte degli avversari, e cioè, senza passare dalla parte dei corrotti: è questo, e non è poco, quello che resta da fare all’insegnante che vuole svolgere il proprio lavoro con passione, serietà e onestà all’interno di un sistema intellettualmente e moralmente corrotto come quello della scuola di oggi.

Il testo che hai appena letto è tratto dall’archivio immaginario di una scuola invisibile ma ricca di storie interessanti.

Tutto cominciò così: “La genesi delle Memorie dal sottoscuola”