I meme del Gessetto

Il ministro Giuseppe Valditara risponde a una interrogazione parlamentare

Il ministro Valditara, rispondendo a una interrogazione parlamentare, ha comunicato alcuni dati che danno un quadro catastrofico della scuola italiana. Egli ha poi dichiarato: “Negli ultimi decenni si sono affermate tendenze pedagogiche e culturali che sono, a nostro avviso, all’origine del decadimento di alcune conoscenze. Si è sentito parlare di spontaneismo espressivo, vi è stata una sottovalutazione dell’importanza della grammatica e della sintassi, l’eliminazione del latino, considerato troppo difficile o addirittura lingua morta, sparita la memorizzazione delle poesie, spazio marginale ai riassunti, poca attenzione alla calligrafia, soprattutto la marginalizzazione della storia dell’Occidente” Da molto tempo il Gessetto sostiene che la scuola sia stata distrutta dall’attivismo (o costruttivismo) che Luigi Berlinguer le impose come pedagogia ufficiale ed esclusiva. La pedagogia attiva, seguendo Dewey, crede dapprima di poter trasmettere le scienze e l’arte trascurando la teoria, dunque restringe l’attività scolastica al pragmatismo del gioco e del lavoro artigianale, per tenerla vicina all’esperienza infantile; la contraddizione di voler giungere a risultati teorici lungo una via esclusivamente pragmatica la costringe infine a ripiegare sull’ancor meno brillante Kilpatrick, allievo di Dewey, padre della scuola dei progetti e nemico giurato dello studio delle discipline, dunque a rinunciare alla scienza e all’arte e ad abbandonare la scuola alla spontaneità infantile. La diagnosi sconsolata ma lucida del ministro è seguita da una dichiarazione di fiducia sulle Nuove Indicazioni nazionali in corso di elaborazione. Il Gessetto si auspica vivamente che l’elemento attivistico svanisca dal testo definitivo delle Nuove Indicazioni. In ogni caso le contraddizioni stridenti della loro bozza sono una buona notizia per la scuola: la pedagogia che per decenni ha impedito agli insegnanti di porsi gli obiettivi propri dell’istruzione e di usare i metodi necessari per raggiungerli non esercita più un dominio totalitario nei corridoi dei ministero ed è costretta a fare posto alla razionalità. Siamo all’inizio di un conflitto in cu il Gessetto farà la sua parte.

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