I meme del Gessetto

Il voto numerico non è perfetto ma è necessario

I voti non definiscono il sé, offrono una valutazione circoscritta a una prova. Non sono un giudizio ontologico sulla persona, ma uno strumento convenzionale, leggibile, imperfetto ma necessario. L’irriducibilità del soggetto resta sempre intatta. Contestare il voto in nome di un debolismo emotivo significa eludere la responsabilità, mascherare l’esito negativo e rifiutare l’errore come occasione di crescita. Il voto orienta, riconosce il merito e segnala il demerito. Nella vita peraltro ogni scelta è un voto continuo, spesso irreversibile, senza repliche. Dunque il voto educa alla realtà; rimuoverlo alimenta illusioni deresponsabilizzanti, generando disagi e medicalizzazioni improprie di fragilità che sono spesso, in realtà, passaggi necessari per crescere. “Ogni muro non è lì per fermarti, ma per farti comprendere quanto tu tenga all’oltre”

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