I meme del Gessetto

La legge 170/2010 viene per lo più travisata

Diversamente da quanto sostenuto da molti, il Gessetto non critica la legge 170/2010 , ma gli abusi sistematici che se ne fanno e la sua interpretazione distorta. Lo spirito della legge è chiaro: tutelare il diritto allo studio degli studenti con DSA, non garantire scorciatoie né promozioni automatiche. La legge non afferma mai che uno studente con DSA debba essere promosso comunque; al contrario, stabilisce esplicitamente che egli debba raggiungere gli stessi obiettivi di apprendimento degli altri studenti, pur potendo usufruire di strumenti compensativi e misure dispensative adeguate.
Il problema nasce quando questa impostazione rigorosa viene sostituita da una lettura “buonista”, emotiva e ideologica, che confonde inclusione con abbassamento delle richieste. In nome di una presunta tutela, si finisce per ridurre il livello delle prove, dilatare all’infinito le concessioni, evitare valutazioni insufficienti anche quando sarebbero doverose. Questa prassi non solo è illegittima sul piano normativo, ma è anche profondamente dannosa sul piano educativo.
Trattare uno studente con DSA come incapace di raggiungere traguardi reali significa condannarlo a un percorso fittizio, fatto di certificazioni rassicuranti e competenze fragili. L’inclusione autentica non consiste nel fingere che tutto vada bene, ma nel mettere ciascuno nelle condizioni di misurarsi seriamente con il sapere. Tradire la legge 170/2010 significa, in ultima analisi, tradire proprio quei ragazzi che si dice di voler proteggere.

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