I meme del Gessetto
La religione della fuffopedagogia richiede dei sacrifici rituali alle nuove divinità

Nel grande tempio di Didattikal,
al centro della giungla concettuale,
i sacerdoti maya della Pedagogia Nuova
si radunavano all’alba.
Indossavano copricapi di piume colorate
chiamate Linee guida,
e portavano al collo collane di perline
dette *competenze trasversali*.
Sotto di loro, sulla pietra sacrificale,
giaceva la Didattica Trasmissiva:
un vecchio dignitoso,
con in mano un libro
e negli occhi la colpa imperdonabile
di spiegare con chiarezza.
«È colpevole!» gridò il Gran Sacerdote Empatio I.
«Trasmette contenuti senza chiedere
come si sente l’alunno!»
La folla mormorò.
Qualcuno agitò un cartellone:
Apprendere divertendosi.
Un giovane accolito lesse l’oroscopo pedagogico:
«Oggi Marte è contro la lezione frontale,
ma Venere favorisce il lavoro di gruppo
senza lavoro».
Il prigioniero tentò di parlare:
«Io spiegavo… gli studenti capivano…»
«Silenzio!»
«Capire non è più un obiettivo!»
«Conta il processo!»
Un tamburo iniziò a battere:
BUM — motivazione
BUM — inclusione
BUM — compito di realtà.
Il coltello rituale, affilato con rubriche valutative,
luccicava al sole.
«In nome della Neo Fuffopedagogia
e del Sacro PTOF,
sacrificiamo la spiegazione!»
Il colpo cadde.
Dal petto del vecchio
non uscì sangue,
ma **date, formule e definizioni**
che rotolarono giù per i gradini.
I sacerdoti applaudirono.
«Che liberazione!»
«Finalmente niente più studio a casa!»
Il cuore estratto
fu sollevato verso il cielo
e sostituito con una **mappa concettuale vuota**.
Le nuvole si aprirono.
Piovvero finanziamenti europei.
Ma sotto, nella folla,
uno studente sussurrò:
«Prof, però io non ho capito niente».
Il Gran Sacerdote sorrise:
«Non importa.
L’importante è che tu abbia partecipato».
E così, mentre il tempio festeggiava,
la giungla cresceva,
i libri marcivano,
e ogni tanto, di notte,
si dice che si senta ancora
una voce spiegare piano,
con ordine,
una lezione proibita.
Guarda la gallery fotografica con tutti i nostri meme
