I meme del Gessetto

Le riforme della scuola italiana degli ultimi decenni

Negli ultimi decenni la scuola italiana è stata attraversata da un furore iconoclasta quasi permanente, in cui l’innovazione è stata spesso confusa con la distruzione di ciò che esisteva. Da Berlinguer a Moratti, da Gelmini a Renzi, fino ad Azzolina e Bianchi, ogni stagione riformatrice – affidata a cattivi maestri sempre pronti a smantellare l’esistente – ha imposto nuovi assetti anticognitivi e nuove convenzioni semantiche: etichette, acronimi e lessici, procedure, innovazioni che ridefiniscono tutto senza migliorare nulla e senza una reale riflessione sui fini dell’educazione. La scuola è così diventata un oggetto da risignificare più che da comprendere, resa instabile da cambiamenti continui che non producono che affaticamento, perdita di senso e danni strutturali. Chiunque rilevi il disastro viene liquidato come nostalgico o analfabeta pedagogico.

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