oscurità

  • Il pedagoghese: tra indeterminatezza, confusione linguistica e apparenza di scientificità

    Questo testo non intende denunciare un generico difetto di stile, né limitarsi a una polemica linguistica. La questione del linguaggio pedagogico è una questione più profonda, che involge caratteri epistemologici e scientifici. Quando i concetti sono vaghi, le definizioni instabili e il lessico inflazionato, non è solo la comunicazione a risentirne: è la possibilità stessa di produrre conoscenza che viene compromessa. La responsabilità di questa situazione non è individuale, ma collettiva. Essa riguarda una comunità scientifica e una comunità scolastica che hanno progressivamente tollerato l’ambiguità, scambiandola per profondità, e la proliferazione terminologica per progresso. Mettere in discussione il pedagoghese significa dunque interrogare le condizioni di legittimità del discorso pedagogico dominante e il suo rapporto con la chiarezza, la verifica e la responsabilità scientifica.

  • Feste di fuffa

    Non fa male proporre qualche esempio, tra le migliaia, di testi del tutto vuoti di senso (o quasi) che spesso coronano il lavoro dei pedagogisti. La presunzione che mandare dalla propria torre d’avorio messaggi oscuri, criptici, rechi alla disciplina lustro e spessore culturale va sempre messa a confronto con i risultati che tale mentalità ha prodotto nella scuola italiana (e non solo).