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Sugli studenti italiani sulla metro di Bangkok.

26/07/2026

È virale su tiktok, Instagram e sui media il video nella metro di Bangkok in Thailandia: in mezzo a passeggeri compostissimi, un gruppo folto di quindici sedicenni, in vacanza studio, provenienti dalla Sicilia, ragazzi e ragazze di buona famiglia. Sghignazzano e schiamazzano, come fanno a casa, al supermercato, a scuola, in qualunque luogo. Urlano. Sono le facce anaffettive e beffarde che sono abituato a trovarmi davanti (con varie gradazioni) in tutte le scuole in cui mi sia trovato. Sempre faticando, sempre rimproverandoli, sempre non mai facendo finta di niente. Sempre mediamente migliorandoli col tempo, soprattutto con la mia materia. Varie volte sono stato accusato proprio da questi tipi qua (maschi e femmine) di avere una “mentalità chiusa” e di badare troppo alla materia e alla disciplina (discorsi che finivano subito perché quando me li facevano diventavo piuttosto reattivo e incazzato, e quindi la finivano, per paura di farmeli).

Li ho migliorati mediamente non certo ricorrendo a certa pedagogia buonista demagogica dominante, che certa sinistra della scuola ha sempre cercato di impormi attraverso varie figure di DS e di colleghi e colleghe. Gente che è diretta responsabile, coi genitori degli stronzetti, della crescita fiorente e della diffusione degli stronzetti medesimi.

Beh, stavolta il mondo intero vede , sta vedendo, la maleducazione media degli adolescenti medi italiani. Guardare quel video per loro, per milioni di loro, è specchiarsi.

Una signora chiede loro che smettano di urlare, e un ragazzo, supportato dagli altri, e da una ragazza che sghignazza, le risponde male.

Le frasi: “posso dirle una parolaccia?”. Quando lei chiede loro da dove vengano beffardamente rispondono from Thailand. Questa tecnica di mentirti in faccia, sfidandoti, la vivo costantemente, da anni. Poi dicono “mother”, chiamano in causa la madre della signora. Un altro ragazzo si alza e fa gestacci indicandosi il pube. Il primo ragazzo dice “ma che scarpe ha questa” e le filma con lo smartphone. Il giudicare le persone per come si vestono è un altro elemento tipico.

Infine qualcuno, pare addirittura una docente accompagnatrice, dice, e qui si tocca il top dello stronzismo, “scusate se vi portiamo i soldi nel vostro paese”.

Ora, a chiunque legga questo post, io dico: comportamenti come questo sono frequenti. Almeno nel nord, dove insegno io. Da anni. Non mi stupisco di nulla di ciò che ho visto.

Colpisce questo fatto, sia a scuola sia nel video: che raro è il gestaccio e la parolaccia (che comunque qui ci sono nel video): prevale la presa in giro, la provocazione con la faccia tosta. Il culto dei soldi , l’inconsapevolezza del lavoro che serve a farli sono il brodo di coltura.

Questo è il risultato di una scuola woke che fin dalla primaria imbottisce le teste dei ragazzi di discorsi valoriali, democratici, inclusivi, ambientalisti, di apertura al mondo e alle altre culture. Mandiamo questi stronzi di sedicenni a rappresentare l’ Italia nel mondo. Danno di immagine.

P.s.: solo questo danno di immagine ha spinto a fare pelosissimo video di scuse a tre adulti (prof accompagnatori) e a uno studente. In un inglese approssimativo

Lorenzo Sarno
Professore
Bologna

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