Raccontare il mobbing
Abbiamo deciso di aprire una sezione dedicata al racconto di casi di mobbing. Per sentirci meno soli, per avere un confronto, per organizzare la battaglia contro questo fenomeno sempre più diffuso nella scuola italiana.
Negli ultimi anni il fenomeno del mobbing nei confronti dei docenti è diventato sempre più diffuso e preoccupante. In molte scuole gli insegnanti che cercano di svolgere il proprio lavoro con rigore e coscienza si trovano ad essere ostacolati, zittiti, ridicolizzati, isolati e non di rado umiliati. Dirigenti scolastici autoritari, colleghi conniventi e genitori iperprotettivi contribuiscono a creare un clima ostile per chi pretende il normale rispetto della disciplina, dei ruoli e delle regole, aspirando a offrire un’istruzione di qualità.
Il mobbing può assume forme sottili: carichi di lavoro sproporzionati, classi problematiche assegnate sistematicamente, critiche ingiustificate, continue convocazioni e richieste di chiarimenti o di giustificazioni del proprio operato, richiami, demansionamento, isolamento professionale.
Chi osa denunciare il degrado dell’ambiente scolastico viene spesso etichettato come “contrastivo”, “troppo rigido”, “incapace di relazionarsi con gli studenti” o “inchiodato alla vecchia idea di scuola, espressione di una società che non esiste più”.
Il risultato è un corpo docente sfiduciato, stressato e sempre più incline all’abbandono della professione, oltre che gravemente diviso sugli scopi ultimi che la scuola deve perseguire.
Noi del Gessetto, in seguito ad alcune segnalazioni spontanee ed accorate di colleghi che ci hanno contattato per denunciare le dure condizioni in cui sono costretti a lavorare, abbiamo deciso di dedicare una sezione al racconto di casi di mobbing (www.ilgessetto.com/mobbing): per valutare meglio l’entità del fenomeno, per sentirci meno soli, per confrontarci, per organizzare la battaglia contro questo fenomeno.

Sei vittima di mobbing, di pressioni indebite, o dell’atteggiamento ostile o aggressivo di alcune famiglie?
Raccontaci quel che ti accade perché si sappia, per sentirci meno soli, per trovare insieme la forza di reagire.

Una delle forme più diffuse di mobbing attuate oggigiorno nella scuola consiste nella ‘spalmatura’ del prof ‘contrastivo’ su molte classi assegnandogli in tutte, quando possibile, una sola materia ‘ minore’ ( si fa per dire) come ad esempio ‘geostoria’. Ho sempre pensato che la migliore autotutela verso questi comportamenti sia la qualità del proprio insegnamento, ma ho dovuto purtroppo constatare negli ultimi anni che nemmeno questa, in certi casi, basta più a proteggerci, anzi…
È successo anche a me,isolamento,gente che ti osserva,persone che non salutano e tanto altro.Nel tempo ho imparato a non farmi travolgere usando l’ indifferenza non fidandomi di nessuno e a fare esclusivamente il mio lavoro nel migliore dei modi.Ma sono situazioni tristissime .
Ogni epoca ha il suo patibolo, se è lecito paragonare le cose grandi e le cose meno grandi. Uno dei patiboli della nostra epoca è quello del giudizio gregario, che non si serve di argomentazioni razionali e dell’esercizio del giudizio critico, ma si fa forza del numero. Le persone che non salutano un collega perché ha un’idea di scuola diversa dalla loro sono molte, ma la cosa più triste è che, se costrette a spiegarne le ragioni, non sanno esattamente che cosa dire, oppure inventano quel che a loro serve: e cioè serve a convincerle che la loro idea sia quella giusta, anche quando l’evidenza rema contro.