Il nuovo esame di maturità: le contraddizioni di Raimo
Pur di attaccare ciò ch’egli detesta riesce persino a smentire se stesso.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Pur di attaccare ciò ch’egli detesta riesce persino a smentire se stesso.
La risposta del Gessetto alla nota dell’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani.
La battaglia del Gessetto per una scuola migliore va avanti, anche grazie ai nostri sempre più numerosi sostenitori.
Il grande filosofo, quale rettore del ginnasio di Norimberga, si pronunciò sui modi vacui di un certo tipo di didattica e di pedagogia, già presente ai primi dell’Ottocento. Gli argomenti di Hegel meritano una lettura.
Nel totale rispetto delle persone, per noi è necessario non lasciare cadere nel dimenticatoio le idee dannose, così come i nostri stessi errori
Intervento di Gregorio Luri in occasione del convegno «La scuola sospesa tra istruzione e pedagogismo – Alle radici di un fallimento annunciato», tenutosi a Vicenza il 15-16 novembre 2025, a cura dell’Associazione ContiamoCi! in collaborazione con il gruppo di insegnanti Il Gessetto.
Il 15 e 16 novembre 2025 si è svolto a Vicenza il convegno intitolato La scuola sospesa tra istruzione e pedagogismo: alle radici di un fallimento annunciato co-organizzato dall’associazione ContiamoCi! e dal gruppo di insegnanti Il Gessetto: una collaborazione, coordinata da Elisabetta Frezza, nata dal comune convincimento che di fronte alla situazione, tanto gravemente compromessa, della scuola italiana sia fondamentale unire le forze di quanti sentano la necessità e l’urgenza di restituire all’istituzione il suo ruolo, il suo statuto e la sua dignità.
A quasi trent’anni dalla pubblicazione di due libri che hanno segnato il dibattito culturale sulla scuola italiana — La scuola sospesa, di Giulio Ferroni, e Segmenti e bastoncini, di Lucio Russo — questo convegno, che si terrà a Vicenza, nella sede di ContiamoCi! nei giorni 15 e 16 novembre, prende le mosse dal titolo del primo dei due per rilanciare quel dibattito, che vuole essere prima di tutto civile.
Presentiamo qui la traduzione integrale di un interessante articolo pubblicato sullo ‘Sweden Herald’ dal quale risulta evidente che l’immagine edenica diffusa in Italia circa le qualità della scuola scandinava è distorta o inattuale.
Presentiamo di seguito la traduzione di un famoso articolo del 2006 che ha rappresentato un punto di svolta nel dibattito internazionale sul ricorso a metodologie didattiche alternative all’istruzione guidata (o diretta, cioè la lezione condotta tradizionalmente dall’insegnante), così come sulla centralità della memoria nei processi cognitivi di ordine superiore. Per una adeguata comprensione dell’articolo precisiamo che (come chiariscono gli stessi autori della pubblicazione in una sua versione divulgativa) il termine ‘principiante’ è da riferirsi a tutti gli scolari (k-12, cioè dalla scuola dell’infanzia fino all’ultimo anno della scuola superiore) e persino agli studenti dei primi anni universitari; mentre il termine ‘esperto’ è da riferirsi a coloro che possiedano una padronanza avanzata delle discipline, nell’ultima fase del percorso universitario o durante il dottorato di ricerca.
Proponiamo qui, su concessione dell’editore, un estratto dell’editoriale del numero di settembre di “Nuova Secondaria”
Torniamo sulla sconcertante vicenda di S. S., la docente licenziata per “incapacità didattica” sulla base di lamentele di genitori, critiche di colleghi di sostegno e un’ispezione di tre ore di lezione. Questa storia ci insegna che la procedura di dispensa ex art. 512 deve essere radicalmente cambiata.
“Per fare il bene, bisogna conoscerlo; e, al pari d’ogni altra cosa, non possiamo conoscerlo che in mezzo alle nostre passioni, per mezzo de’ nostri giudizi, con le nostre idee; le quali bene spesso stanno come possono. Con l’idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n’aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n’era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care. Le accadeva quindi, o di proporsi per bene ciò che non lo fosse, o di prender per mezzi, cose che potessero piuttosto far riuscire dalla parte opposta, o di crederne leciti di quelli che non lo fossero punto…”,
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XXV.
Può un docente di ruolo della scuola pubblica essere “dispensato dal servizio per incapacità didattica” – cioè essere licenziato e con la motivazione più dispregiativa – sul fondamento delle dichiarazioni rilasciate da colleghi e di una verifica ispettiva di tre ore da parte di un’ispettrice ignara delle discipline di insegnamento? Questa è una storia emblematica della scuola di oggi, nella quale la figura del docente è per definizione sul banco degli imputati, e chi non può o non vuole corrispondere al modello pedagogico imperante rischia di essere isolato, attaccato, punito ed espulso con la connivenza o persino la collaborazione dei suoi stessi colleghi di lavoro.
Intervista condotta da Edoardo Gagliardi, di Byoblu, a Elisabetta Frezza e Enrico Rebuffat. Un’analisi spietata dello stato in cui versa la scuola.
La battaglia del Gessetto per una scuola migliore va avanti, anche grazie ai nostri sempre più numerosi sostenitori.
Presentiamo un significativo contributo di un nostro lettore e studente a proposito di una pratica didattica antica, e oggi sotto attacco.
Il Consiglio superiore della pubblica istruzione sta ancora dalla parte della scuola pubblica, assolvendo il suo compito istituzionale di elaborazione di pareri per il bene della scuola in una legittima dialettica di opinioni, o adesso persegue finalità diverse che sono incompatibili con la presenza nella scuola di veri docenti?
Abbiamo lanciato una petizione rivolta a tutti i docenti italiani e al Ministro Giuseppe Valditara per non modificare un passaggio chiave della bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione. Aiutaci a fermare la deriva della scuola italiana, firma anche tu!
La scuola Svedese è spesso portata ad esempio da molti commentatori. Ma è tutto oro quello che luccica? Dobbiamo sempre emulare in modo acritico o possiamo permetterci di analizzare?
Altri segnali di un vero cambio di paradigma nella concezione della scuola. Possiamo però opporci, fare sentire la nostra voce.
È necessario uscire dalla vaghezza stereotipata di alcuni discorsi, perché la buona didattica nasce da una descrizione onesta delle difficoltà da affrontare insieme.
Comunicato stampa: il Gessetto ha partecipato a un’audizione ministeriale sulle NIN.
Nel 2025 ricorre il 100° anniversario di due importanti “Manifesti”, documenti filosofici e culturali scritti, pur se da opposte sponde politiche, dai più importanti filosofi italiani del XX secolo. Quello degli Intellettuali Fascisti fu pubblicato il 21 Aprile 1925, Natale di Roma, quello degli Intellettuali Non-Fascisti fu pubblicato il 1 Maggio, Festa dei Lavoratori.
Un gruppo di insegnanti da alcuni mesi sta mettendo in circolazione alcune strane idee sulla scuola, mettendo a rischio la serenità di studenti e famiglie.
La battaglia del Gessetto per una scuola migliore va avanti, anche grazie ai nostri sempre più numerosi sostenitori.
Le pressioni che subisce un insegnante che voglia, in coscienza, dare un’insufficienza in pagella sintetizzate in racconto breve, ironico ed amaro di una nostra lettrice.