Ossimori pedagogici: quando l’innovazione smarrisce il logos
La scuola ha bisogno di un linguaggio più onesto, chiaro, condiviso, in modo che la realtà che esso deve rappresentare risulti compatibile con la funzione educativa.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
La scuola ha bisogno di un linguaggio più onesto, chiaro, condiviso, in modo che la realtà che esso deve rappresentare risulti compatibile con la funzione educativa.
Una nuova breve recensione del docufilm sulla scuola italiana, che ovunque alimenta una discussione necessaria, ed a lungo rimossa. Circa il declino dell’istruzione pubblica l’autore avanza una spiegazione diversa da quella proposta dai registi Greco e Melchiorre.
Nella scuola dell’innovazione e delle competenze docenti e alunni vivono una farsa che, nel tempo, si rivela inutile e dannosa. I docenti sembrano chiamati a costruire solo una blanda illusione di sapere, mentre i ragazzi, disorientati e succubi di una didattica posticcia e ingannevole, escono dai percorsi scolastici privi di preparazione autentica e ignari di aver vissuto solo una parvenza di scuola.
Ansia o stress? Facciamo chiarezza.
La scuola dovrebbe essere una palestra per la vita, non una fabbrica di ansia.
Sono trascorsi quarant’anni da quando, ingenuamente e giovanilmente entusiasta, varcai da docente la soglia di un’aula scolastica ed ora ne uscirò definitivamente con la sgradevole e dolorosa sensazione di camminare su delle macerie.
Nonostante quello che sostengono diversi psico-pedagogisti, le nozioni sono necessarie per sviluppare le competenze e le competenze prive di conoscenze non sono che scatole vuote, ombre inconsistenti ed illusorie, retorica priva di fondamento.
Finalmente si è fatta chiarezza sulla definizione esatta di conoscenza, abilità e competenza. O forse no?
L’articolo analizza il ruolo cruciale della scuola e le sfide che il sistema scolastico deve affrontare in ambito europeo; evidenzia le contraddizioni profonde che sono emerse in questi anni di cambiamenti epocali.
Se la scuola accoglierà una ad una nel suo grembo tutte le educazioni che reclamano di essere adottate, il tempo per insegnare le discipline tradizionali, prima o poi, non esisterà più.
È evidente che la scuola del secolo scorso non era perfetta, ma è fuori di ogni ragionevole dubbio che essa è stata un’istituzione largamente ed amaramente da rimpiangere.
Qual è la lezione della storia circa gli effetti benefici del sapere disinteressato sulle altre attività umane?
Il grande interprete del pensiero marxiano e crociano ci ha lasciato una lezione che nessuno ha voluto apprendere, e resta tuttora inconfutata.
Il grande fisico era contrario ad una scuola che specializzi l’allievo senza prima averne ben fondato le capacità di pensiero generali.