Anno 2026: il Conservatorio Nuovista
Noterelle a margine di una riforma riuscita.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Noterelle a margine di una riforma riuscita.
Proseguono le interviste del Gessetto. Ogni intervistato propone un proprio punto di vista sulle difficoltà che incontra la scuola italiana di oggi.
Esistono dirigenti scolastici che hanno il coraggio, mettendoci la faccia, di contrastare l’attuale deriva della scuola…
Recensione di “I disturbi dell’apprendimento: prospettive psicoanalitiche e dispositivi pedagogici”, a c. di L. Brusa, Macerata, Quodlibet, 2024. Un differente punto di vista, dalla prospettiva della psicanalisi, sugli alunni con DSA e con BES.
La realtà non può essere affrontata con gli occhiali dell’ideologia senza che ci venga presentato il conto. La disciplina dovrebbe essere un pre-requisito ragionevole per una scuola di qualità, eppure essa è sovente percepita come un superfluo retaggio di epoche buie. Parla un dirigente scolastico.
Certe metodologie didattiche hanno trovato molti sostenitori ma, in proporzione, continuano ad avere pochi argomenti a sostegno; inoltre – così come accade con la maieutica o col learning by doing – si basano sulla confusione tra i possibili utilizzi in ambito scientifico, cioè tra persone già formate e istruite, e gli utilizzi in contesto scolastico, cioè tra persone che non hanno ancora le basi necessarie a promuovere la logica propria delle scienze.
Troppi insegnanti hanno introiettato e diffuso nella scuola un’ideologia moralistica che infesta anche la vita collettiva, impedendo la realizzazione di una società più giusta e meglio funzionante.
Il parere del noto sociologo britannico sull’uso distorsivo di termini quali inclusione ed accessibilità è illuminante.
Finalmente un’intervista distesa ed accurata in cui è possibile esporre con agio il punto di vista di coloro che vedono nel pedagogismo montante un vero rischio per la democrazia e per il futuro.
La mancanza di selezione mina il valore del merito, svuota di significato i titoli di studio e alimenta una società più fragile, meno competente e meno equa, penalizzando soprattutto gli studenti privi di supporto familiare o culturale.
Il fallimento delle teorie pedagogiche che si è cercato di imporre alla scuola italiana è sotto gli occhi di tutti. A pagare le prime conseguenze di questa superficiale scuola “del benessere” sono proprio i giovani, mandati allo sbaraglio nella società e nella vita.
Ci sono scuole costose, e di specializzazione metodologica avanzata, che dovrebbero mettere la museruola a tutti coloro che insorgono al sol pensiero di “percorsi speciali” per individui con profili di disabilità e neuro-divergenza. Ma in Italia siamo campioni nelle accuse, più che nelle distinzioni logiche.
La scuola Svedese è spesso portata ad esempio da molti commentatori. Ma è tutto oro quello che luccica? Dobbiamo sempre emulare in modo acritico o possiamo permetterci di analizzare?
Un gruppo di insegnanti da alcuni mesi sta mettendo in circolazione alcune strane idee sulla scuola, mettendo a rischio la serenità di studenti e famiglie.
Ci sono differenze innegabili tra le culture e dunque anche nel modo di intendere l’insegnamento e la scuola
È possibile studiare il problema dell’inclusione evitando le pregiudiziali ideologiche? L’articolo prova a chiederselo partendo dall’analisi della presa di posizione di Ernesto Galli Della Loggia e dalla salva di reazioni critiche che ha suscitato.
Siamo certi che le diagnosi precoci siano sempre il meglio? Siamo certi che la medicalizzazione a scuola produca sempre effetti benefici? Per nulla…
Come i college usino le certificazioni di misure di supporto allo studio per coccolare gli studenti.
Se amiamo veramente i nostri figli perché stiamo costruendo sistemi e pratiche che minano fattivamente le loro possibilità di successo?
L’articolo analizza il ruolo cruciale della scuola e le sfide che il sistema scolastico deve affrontare in ambito europeo; evidenzia le contraddizioni profonde che sono emerse in questi anni di cambiamenti epocali.
È evidente che la scuola del secolo scorso non era perfetta, ma è fuori di ogni ragionevole dubbio che essa è stata un’istituzione largamente ed amaramente da rimpiangere.
La tecnologia offre soluzioni eccezionali: ma non per tutti i problemi dell’essere umano.