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BREVE CONSIDERAZIONE SULLA DIDATTICA DIGITALE COME BASE PER L’ISTRUZIONE

24/06/2026

Talvolta, molto di rado, purtroppo, mi capita di incontrare insegnanti che si sentono sopraffatti da dinamiche, ormai, fuori controllo, contro quella forma di educazione che la natura umana ha dovuto e voluto promuovere, in passato, per fornire un futuro dignitoso al nostro Paese.
Se si parte dal presupposto che la scuola svolge il compito di alfabetizzare, già dal grado delle elementari, per promuovere una solida preparazione verso un’istruzione, attraverso la quale recepire gli strumenti per indagare, vagliare e comprendere la realtà storica e culturale, non si comprende come mai l’uso della didattica multimediale sia un modello preferito e ambito dalla maggior parte degli insegnanti, che mostrano una certa disaffezione nei confronti delle lezioni tradizionali. Come se il confronto fra esseri umani, imbevuto di sguardi, espressioni del volto, attenzione nei confronti degli interlocutori e presenza viva nel momento in cui si offre la propria conoscenza, o si condivide un punto di vista, seguito da un proficuo e affascinante dibattito, possa essere una dimensione obsoleta e lontana da questo funesto progressismo, per sostenere il quale ci si strappa le vesti. Infatti, per diverse discipline si propone l’uso del computer, “utile” per affrontare gli argomenti e esporli all’insegnante, con mappe concettuali, senza uno studio vantaggioso da parte degli studenti, tanto che, dedicando troppo poco tempo e impegno al saper scrivere manualmente in corsivo e al saper esporre utilizzando il proprio pensiero critico, si è già giunti ad un punto senza ritorno. Molti studenti, alle medie o alle superiori, hanno difficoltà, non solo a tenere una penna in mano, ma anche a padroneggiare verbalmente una richiesta, un desiderio, o, semplicemente, a fare buon uso della lingua italiana per argomentare anche in seno a un gruppo di coetanei; non hanno dimestichezza nel produrre i classici temi scolastici.
Nel 2021 fu consegnata alla Camera del Senato una indagine conoscitiva sugli effetti della digitalizzazione nei minori: ne risultò una importante e preoccupante riduzione delle loro capacità di apprendimento. Lascio qui il link del documento.
Come mai, dopo tali rivelazioni, non sono stati presi provvedimenti, da parte dei governanti, per scongiurare l’appiattimento delle menti dei minori, che rappresenteranno il futuro del nostro Paese?
Imperterrita, la nostra istituzione abdica al suo compito principale, agendo come una azienda, la cui ambizione principale è quella di mantenere la sua clientela costantemente nutrita nei numeri, proponendo progetti ideologicamente orientati, dei cui contenuti vengono impregnate le menti degli alunni che, inconsapevolmente, attraverso la ripetizione di slogan senza anima, assorbono un indottrinamento crudele e incosciente.
Le famiglie degli alunni pare che non si rendano conto del cambiamento in atto, osservandolo come un processo dovuto e inevitabile.
Qualche decina di anni fa, sia la famiglia che la scuola agivano in maniera diversa: l’una con pazienza, fermezza, dignità e pudore, l’altra, senza mai sostituirsi alla famiglia, svolgeva il compito per cui era stata creata. La scuola, presentando un facile accesso da parte dei minori ai contenuti in rete, permette alle loro menti di assorbire ciò che viene proposto come buono e naturale, non possedendo capacità critiche per effettuare una valutazione sulle notizie e sulle loro scelte, dal momento che il loro discernimento viene sopito e arrestato durante tutto il percorso scolastico, a meno di trovare un insegnante fuori dagli schemi e per niente compiacente.
Sembra, ormai, impossibile, da parte della scuola, fare un passo indietro.

Sonia Caspra

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