La libertà di insegnamento schiacciata dall’autonomia provinciale
01/10/2026
Spettabile Redazione
scrivo dalla provincia di Bolzano, dove un buon numero di docenti e genitori si sentono profondamente colpiti da una modifica normativa (Divieto assoluto di compiti al venerdì pomeriggio e in tutti i giorni senza scuola), che affosserà gli apprendimenti dei nostri alunni e dei nostri figli.
Contro di noi vengono usate argomentazioni capziose.
Ecco i dettagli qui di seguito.
Lo Statuto dello studente e della studentessa deliberato dalla Giunta Provinciale di Bolzano (Delibera n. 666 del 28/08/2026) contiene, tra l’altro, il seguente articolo su verifiche e compiti:
art . 3 comma 9.
Lo studente/La studentessa ha diritto a non essere sottoposto/sottoposta a verifiche nei giorni immediatamente successivi a giorni festivi o d’interruzione dell’attività didattica a meno che esse non siano concordate per tempo tra studente/studentessa e docente. I compiti da svolgersi a casa, ispirati al principio della sensatezza, sono distribuiti, come le verifiche, in modo equo e programmato nell’arco della settimana. Nei giorni festivi, nei fine settimana e durante i periodi di interruzione dell’attività didattica non sono previsti compiti da svolgersi a casa. Ciò significa che, per il periodo compreso tra la fine delle lezioni del venerdì e l’inizio delle lezioni del lunedì, nonché per il periodo compreso tra il giorno della settimana che precede un giorno festivo o un periodo di vacanza e l’inizio delle lezioni successivo al giorno festivo o al periodo di vacanza, non sono previsti compiti a casa.
Questa disposizione è l’inasprimento di una norma di diverso tenore esistente dal 2003:
Delibera della Giunta provinciale del 21/07/2003, n. 2523 art. 3 comma 8
Lo studente/La studentessa ha diritto a non essere sottoposto/sottoposta a verifiche nei giorni immediatamente successivi a giorni festivi o d’interruzione dell’attività didattica a meno che esse non siano concordate per tempo tra studente/studentessa e docente. I compiti da svolgersi a casa, ispirati al principio della sensatezza, sono distribuiti, come le verifiche, in modo equo e programmato nell’arco della settimana. L’assegnazione di compiti da svolgere durante i giorni festivi, durante i fine settimana e durante l’interruzione dell’attività didattica è regolamentata sulla base di specifici accordi fra studenti/studentesse e insegnanti.
Da più di un decennio nelle scuole dell’Alto Adige le lezioni si svolgono su 5 giorni; per obbligo di legge le scuole sono chiuse di sabato. Di conseguenza si allunga il periodo in cui i compiti non possono essere assegnati (non più dal sabato – normato dal 2003 – ma dal venerdì mattina al lunedì).
Osservando il calendario scolastico 2026/27 troviamo 175 giorni di lezione e 190 giorni di riposo, a cui si aggiungono 35 venerdì pomeriggio: 140 giorni di compiti e 225 giorni senza compiti.
Nella nostra provincia l’allungamento dell’anno scolastico (dal 5 settembre al 16 giugno), stabilito dalla Provincia autonoma, vede ogni anno la caduta di 2-3 giorni a giugno nella scuola secondaria di secondo grado per insediare le commissioni di maturità secondo il calendario ministeriale.
Le rilevazioni INVALSI nella scuola italiana in Alto Adige sono da tempo tra le peggiori in Italia per Italiano e Matematica.
La nuova norma sui compiti non è stata discussa con i docenti o loro rappresentanti, ma solo dai rappresentanti delle famiglie (per i quali “i compiti dividono le famiglie”), dagli studenti e dai dirigenti (che fanno riferimento a studi secondo cui i compiti sarebbero dannosi e classisti).
Mi sembra necessario precisare che nessuno dei “contestatori” si opporrebbe ad una dicitura come “gli studenti e le studentesse hanno diritto al riposo che spetta al lavoratore”.
Purtroppo si constata una divisione all’interno del corpo docente su tematiche come la valutazione e i compiti.
Allo stesso tempo stanno emergendo posizioni di genitori seriamente interessati all’istruzione dei propri figli, che vedono con preoccupazione questa norma restrittiva.
Siamo interessati a creare un gruppo trasversale di insegnanti, genitori, professionisti, intellettuali, imprenditori, ma al momento ci troviamo un po’ sparuti tra docenti che fanno finta di niente e danno i compiti, tra coloro che cercano soluzioni edulcorate (“diamo dei consigli”), e chi si adegua per evitare problemi e discussioni.
Temiamo anche che queste decisioni assunte dalla Giunta Provinciale dell’Alto Adige possano essere imitate dal Ministero a Roma per motivi politici ed elettorali e di affinità politiche tra il nostro assessore e il ministro.
Vi ringrazio per l’attenzione.
