Ai confini della realtà

Dal web: sciocchezzaio sulla scuola

Una gag diventa una “possibile” violenza sessuale

Piattaforma: Facebook
Tipo:Post
Autore:Cristiano Corsini
Data:19/08/2026

Martedì 18 agosto, sulle pagine social de Il Gessetto, è stato pubblicato un post argomentato, accompagnato da un meme, molto critico nei confronti del noto pedagogista Daniele Novara. Ecco il meme in questione:

Il giorno 19 agosto, sulla pagina facebook del prof. Cristiano Corsini, docente all’Università Roma Tre, è apparso un post (che riportiamo poco sotto), in cui si afferma che il nostro meme (il professore non ci cita esplicitamente, ma il riferimento è del tutto evidente) riproduce “elementi tipici della cultura dello stupro“.

Fin dagli esordi Il Gessetto ha messo al centro della sua azione le tematiche scolastiche, anzi, in difesa di un’istruzione di qualità: e per tutti. La polemica contro Daniele Novara è di tipo didattico e pedagogico, e si avvale di registri satirici come accade con moltissimi altri personaggi pubblici. Queste evidenze sembrano però sfuggire al professor Corsini, noto e stimato pedagogista e docente universitario. Da lui – come da chiunque altro – ci aspetteremmo una risposta nel merito delle nostre battaglie culturali, e non volgari insinuazioni.

La base di questo meme, originariamente intitolato Thai-political-crisis-breakup, è virale da quasi un decennio. Il meme, con migliaia di varianti, è un fenomeno globale noto a chiunque bazzichi il web, e non ci risulta che nessuno (se si escludono i nostri zelanti censori) lo abbia mai segnalato per sessismo, violenza sessuale o altri abusi. La storiella (di questo si tratta) è chiarissima, comprensibile a chiunque tenga gli occhi aperti e non sia annebbiato da pregiudizi o rancori.

Il meme-fumetto fu pubblicato per la prima volta nel 2017 dall’account facebook Cartoonfartcat. La vignetta originale era di pura satira politica: un ragazzo rinuncia alla relazione con una ragazza dopo aver visto sul suo comò una fotografia di Suthep Thaugsuban, allora vice primo ministro thailandese. Il fumettista sembra essere collegato alla pagina satirica Khai Maew — talvolta traslitterata Kai Maew — ma ha mantenuto anonima la propria identità. Il “Bangkok Post” riferì che l’ideatore aveva scelto di restare anonimo, prevedendo una rappresaglia politica (e non moralistica!).
Ecco la prima versione di questo meme, pubblicata in Thailandia: un paese che di recente ci ha mostrato una certa inflessibilità in fatto di etica pubblica.

Ed ecco altre versioni del medesimo meme, tra le numerosissime prodotte e pubblicate sul web a partire dal 2017:

Ora, ci chiediamo: dove è il “possibile stupro“? In che senso il nostro post riproduce “elementi tipici della cultura dello stupro”?

La scena è molto chiara: un ragazzo ed una ragazza, entrambi alticci (le guance arrossate, i piedi scalzi), raggiungono abbracciati l’appartamento della ragazza col chiaro intento di avere una relazione intima. È forse in agguato un possibile stupro? Ma allora c’è in agguato anche il possibile crollo dell’edificio a causa di un terremoto; la possibile morte di uno dei due personaggi a causa di un malore; il possibile sequestro di una persona; una possibile congestione con annessi conati di vomito; la possibile irruzione di un ladro; il possibile consumo di droghe; un possibile rito satanico, etc. etc..

E che stupro, o tentativo di stupro, sarebbe quello in cui la vittima si affaccia alla finestra delusa (questo mostra il meme) per osservare mestamente il partner che se ne va?

Le osservazioni del prof. Corsini (presenti anche su altre pagine facebook, come quella di Vanessa Roghi, che ha ripreso l’appello del docente di Roma Tre) circa alcuni particolari descrittivi del fumetto (come gli occhi della ragazza nella seconda vignetta che, essendo chiusi, dimostrerebbero che era incosciente e quindi non consenziente) paiono ridicole, non degne di un dibattito culturale serio, e semmai segnate dalla volontà di piegare il visibile all’ideologia.

“Gentile prof. Cristiano Corsini,

le nostre rispettive posizioni in fatto di scuola ed istruzione sono lontanissime e probabilmente inconciliabili; tuttavia La invitiamo a restare sul piano del confronto argomentato in ordine alle questioni che esponiamo, anziché ricorrere ad espedienti meschini. Se non riesce o non vuole interloquire argomentativamente, allora eviti del tutto il confronto.
Le insinuazioni moralistiche, volgari, infamanti e del tutto prive di razionalità non arresteranno la nostra lotta per quella che consideriamo una causa decisiva: una scuola migliore per tutti.
Non si arresta la verità nemmeno con la nuova inquisizione”.

Contenuto originale

Pubblicato su Il Gessetto il