Povera scuola, con certi genitori!

Alla retorica melensa e compiaciuta sul “patto educativo” e sulle “comunità educanti” corrisponde spesso una realtà molto diversa. Ripubblichiamo l’articolo di Adriano Sansa apparso su “Il Secolo XIX” il 21 febbraio scorso.

Nei giorni di ricevimento, mia madre ascoltava; forse accennava a qualche cosa che ci mettesse in buona luce. Le poche volte che toccava a lui, mio padre faceva un lieve inchino con il capo verso i nostri insegnanti. Non una volta le proteste di uno di noi fratelli li indussero ad andare a rivendicare i nostri meriti o a lamentare un’ingiustizia. Forse in qualche caso avrebbero potuto. Ma credo che abbiano fatto bene così.

Rispetto e considerazione per gli insegnanti paiono ora essersi ridotti, fino agli episodi di aggressione a opera di genitori fattisi giustizieri a difesa dei figli: segni di tracotanza altamente diseducativi e di una prepotenza da punire. Il fatto che analoghi episodi si verifichino negli ospedali sembra confermare un abbassamento della civiltà, insieme a ragioni di crisi di quei contesti specifici.

La scuola a tratti manifesta segni di un declino che emerge spietatamente dai dati statistici, dal confronto con altri paesi, dalla diffusa incapacità di leggere e comprendere un testo. Si rischia un circolo vizioso: se la scuola dà una formazione meno valida crescono i comportamenti antisociali, a loro volta innesco di ulteriore scadimento. I punti deboli sono noti, dalla confusione dei concorsi al cattivo stato dell’edilizia, all’iniquo trattamento economico del personale: la considerazione sociale della scuola si abbassa, il lavoro dell’insegnante è meno ambito, il rispetto da parte delle famiglie e quindi degli stessi alunni si riduce. 

È naturalmente una questione vitale, tra le primissime di una comunità civile: eppure alzi la mano chi ne sente parlare nei talk-show. Piccole polemiche tra politici e politicanti tengono banco: ma il respiro di un progetto, la proposta motivata e ben costruita di un cambiamento mancano quasi completamente. Così come avviene nelle conversazioni quotidiane, nelle quali ci limitiamo a qualche mugugno per passare ad altro.

Siamo in fondo alle classifiche per laureati: è il dato finale di una crisi ben più vasta che tocca la giustizia e l’uguaglianza di opportunità. Qual è il progetto del governo, e quale disegno ha l’opposizione?

Infine noi, genitori e nonni che ci occupiamo delle mille esigenze di vita di figli e nipoti, pensiamo di poter garantire il loro futuro di tanto in tanto difendendoli da qualche voto sgradito?

Adriano Sansa
Nato a Pola nel 1940, vivente.
È stato magistrato e sindaco di Genova.
Ha scritto poesie con fedeltà.

Un commento

  1. Un articolo lucido, che recupera quel tipo di buon senso così inviso a coloro che, senza il conforto della loro pseudo-scienza, non sanno nemmeno decidere con la propria testa se possa esistere una buona educazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *