La pedagogia della fantasia: promesse e limiti
Le idee di Gianni Rodari sulla scuola hanno segnato più di una generazione di insegnanti, specie nella scuola primaria. Ma meritano davvero il credito che hanno avuto ed hanno tuttora?
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Le idee di Gianni Rodari sulla scuola hanno segnato più di una generazione di insegnanti, specie nella scuola primaria. Ma meritano davvero il credito che hanno avuto ed hanno tuttora?
Quando la scuola nuovista teme la memoria più dell’ignoranza.
Può esistere apprendimento senza memoria? Una riflessione che va al di là, e più in profondità, della solita contesa tra i fautori e i detrattori dell’ “imparare a memoria” a scuola.
Italia, 2025. Decine di migliaia di studenti iscritti a medicina, appena usciti con voti buoni e spesso ottimi dalla scuola superiore più inclusiva ed esperienziale della Storia, fanno naufragio di massa contro non irresistibili quiz di fisica, chimica e biologia che ex studenti di un’epoca passata sono ancora in grado di risolvere…
Pubblichiamo qui l’interessante intervento dell’ex Ministro dell’Istruzione portoghese al convegno vicentino tenutosi nel mese di novembre, ed organizzato da ContiamoCi e da Il Gessetto.
Per secoli è parso illuminante l’adagio di Bernardo di Chartres, che definisce i moderni come “nani sulle spalle dei giganti” del mondo passato; ma da qualche decennio c’è chi vuole scendere da quelle spalle, sentendosi gigante lui stesso.
Riproponiamo qui un recente intervento del dirigente scolastico Paolo Cortese, pubblicato su La Stampa di Torino. Egli condivide diverse idee che ispirano il Gessetto.
Il presidente dell’associazione pedagogisti educatori italiani sembra cavalcare al contrario i cambiamenti.
In troppi credono di poter sempre evitare agli allievi la ripetizione e la memorizzazione in vista della automatizzazione di processi mentali di base. Si può fare, certo: ma a danno dei processi mentali di ordine superiore.
Non è che i progetti o le attività non insegnino nulla, ma non insegnano quello che è prioritario: cioè le conoscenze fondamentali su cui costruire tutto il resto