I segnali di declino culturale
E la scuola, che ruolo gioca? Una rilettura dei testi di Lucio Russo, alla ricerca di una risposta.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
E la scuola, che ruolo gioca? Una rilettura dei testi di Lucio Russo, alla ricerca di una risposta.
Da una recensione di “Riscoprire l’insegnamento”, di Gert J. J. Biesta, una riflessione sulla necessità che gli insegnanti riassumano il ruolo che compete loro, per una vera istruzione e una vera formazione
Proponiamo qui, su concessione dell’editore, un estratto dell’editoriale del numero di settembre di “Nuova Secondaria”
Recensione di “I disturbi dell’apprendimento: prospettive psicoanalitiche e dispositivi pedagogici”, a c. di L. Brusa, Macerata, Quodlibet, 2024. Un differente punto di vista, dalla prospettiva della psicanalisi, sugli alunni con DSA e con BES.
Si ribadisce in ogni dove l’importanza dell’empatia per chi è insegnante, come se questa facoltà fosse l’architrave della relazione educativa. Ma siamo davvero sicuri che l’empatia non presenti un lato oscuro? Siamo sicuri di voler anteporre le emozioni alla ragione?
Diane Ravitch ha accompagnato con i suoi studi molti cambiamenti avvenuti nella scuola americana, e non di rado ha stigmatizzato gli errori che la politica e i teorici dell’educazione stavano commettendo ai danni del sistema di istruzione pubblico.
Si susseguono le iniziative editoriali, i convegni e gli incontri in cui si discute di scuola cercando di sfuggire alla narrazione dominante. Proponiamo la recensione degli atti di un recente congresso da parte di una nostra gentile lettrice.
Il ricorso alla multimedialità nella didattica non è certo un male in sé, ma presenta, nella sua immediatezza e facilità, veri rischi di regressione cognitiva che quasi nessuno ha messo a fuoco in modo chiaro. Lucio Russo lo ha fatto.
Pedagogia e docimologia aspirano a una scientificità impossibile perché i loro scopi non detti sono rivoluzionari, eversivi: e infatti descrivono il sistema scolastico che stanno distruggendo come marcio, reazionario, anti-democratico.
Il successo: a volte può essere un criterio di valutazione del percorso intrapreso che si rivela ingannevole.
Sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori l’ultimo lavoro del neuropsichiatra infantile Narciso Mostarda, “La società adolescente: Padri e figli al tempo dell’identità smarrita”, ediz. Rubbettino 2025 – pagg. 99, costo € 13,00.
Molti docenti ricorderanno il manuale di letteratura italiana “Il materiale e l’immaginario”, edito per la prima volta nel 1979, un ambizioso tentativo di storia totale in cui lo specifico della letteratura inevitabilmente risultava di fatto sminuito, marginalizzato, ovvero posto al servizio della Storia tout court.
Un’opera cinematografica diretta da Philip Barantini ed ideata da Jack Thorne e Stephen Graham traccia il ritratto di una scuola che ha ormai perso del tutto la bussola.
A partire dall’ovvio assunto che le esperienze dei bambini possono accompagnarsi utilmente alla concettualizzazione dei numeri, oggi sembra impazzare l’erronea convinzione che la matematica abbia lo statuto di una disciplina pratica, concreta: con danni enormi.
La scuola è un luogo dove per molto tempo sono state distillate pratiche efficaci che la velleità scientifica non può pensare di spazzare via: se non facendocene pagare i costi enormi.
È possibile studiare il problema dell’inclusione evitando le pregiudiziali ideologiche? L’articolo prova a chiederselo partendo dall’analisi della presa di posizione di Ernesto Galli Della Loggia e dalla salva di reazioni critiche che ha suscitato.
In troppi credono di poter sempre evitare agli allievi la ripetizione e la memorizzazione in vista della automatizzazione di processi mentali di base. Si può fare, certo: ma a danno dei processi mentali di ordine superiore.
Non è che i progetti o le attività non insegnino nulla, ma non insegnano quello che è prioritario: cioè le conoscenze fondamentali su cui costruire tutto il resto
Non ha fine la lista delle educazioni a valori e principi cui, secondo alcuni, bisognerebbe educare gli alunni per migliorare la società: sempre sottraendo risorse al sapere.
Siamo certi che le diagnosi precoci siano sempre il meglio? Siamo certi che la medicalizzazione a scuola produca sempre effetti benefici? Per nulla…
La trasmissione radiofonica ‘Tutti in classe’ prepara il terreno a tutti i novatori ed avanguardisti della scuola, che vogliono sempre più lontana dal modello trasmissivo, legato al sapere, ai libri, per spingerla (vagamente) verso il ‘territorio’…
Presentiamo, a partire da oggi, alcune utili definizioni che accompagnano l’importante opera “Le scuole di cui abbiamo bisogno e perché non le abbiamo” di E. D. Hirsch, pubblicata nel 1996
Una recensione di parte, ovviamente, perché non si capisce come si possa stare altrove rispetto a quanto descrive Giorgio Ragazzini nel suo libro sulla scuola.
Testimone minoritario, sopravvissuto d’altri tempi nella scuola italiana, Monello parla del marasma della scuola attuale con una penna satirica impietosa, distruggendo la maschera dietro la quale la demolizione sistematica dell’istruzione pubblica è stata dissimulata: quella della retorica ministeriale.
Il bellissimo libro di Gigi Monello fa chiarezza sulle ragioni dell’inquietante tracollo dell’istituzione scolastica attuale e smaschera il vuoto che si cela dietro la neo-lingua di quella che è già diventata una “fuffoscuola”.
La causa della decadenza della scuola: neoliberismo o pedagogia?
L’attenzione critica riservatami da Paolo Di Remigio meritava una risposta articolata. So che nessuno la leggerà interamente, in quanto troppo lunga, ma era necessaria un’analisi un po’ accurata. Sebbene scritta di fretta tra le pause di un’attività scolastica in questi giorni frenetici. Comunque utile perché mi ha portato a riflettere nuovamente su testi per me importanti.