Lagado e la pedagogia a manovella
La profetica sagacia di Swift sembra anticipare il nostro presente scolastico, ammorbato dalle strampalate convinzioni di chi vorrebbe sostituire lo studio con l’applicazione di rigidi protocolli insensati.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
La profetica sagacia di Swift sembra anticipare il nostro presente scolastico, ammorbato dalle strampalate convinzioni di chi vorrebbe sostituire lo studio con l’applicazione di rigidi protocolli insensati.
Contestare in sé la lezione frontale non è solo sciocco, ma è anche un’operazione che comincia a sapere di vecchio.
Negli ultimi anni la lezione frontale è stata spesso descritta come un metodo superato e autoritario, da sostituire con attività ritenute più “moderne”. Questo articolo mette in discussione tale convinzione: il problema non è la lezione frontale in sé, ma la sua cattiva esecuzione. Quando è preparata con competenza, chiarezza e capacità narrativa, la spiegazione diretta resta una delle forme più efficaci di trasmissione della conoscenza. Più che abbandonarla, la scuola dovrebbe recuperare l’arte di spiegare bene.
Punti di incontro tra ricerca evidence-based e saggezza educativa. Ce ne offre un quadro esauriente Antonio Calvani, già prof. ordinario di didattica e pedagogia speciale, nonché direttore scientifico dell’Associazione S.Ap.I.E. (www.sapie.it)
Proseguono le interviste del Gessetto. Ogni intervistato propone un proprio punto di vista sulle difficoltà che incontra la scuola italiana di oggi.
Come il linguaggio neurobiologico è diventato una nuova forma di retorica educativa, tra semplificazioni, miti e marketing formativo.
Periodicamente ai docenti vengono raccomandate o impartite le stesse teorie pedagogico-didattiche presentate come “nuove” e come “scientifiche”.