Intervista al prof. Francesco Vianello

Proseguono le interviste del Gessetto. Ogni intervistato propone un proprio punto di vista sulle difficoltà che incontra la scuola italiana di oggi.

In questa intervista sulla scuola attuale incontriamo il prof. Francesco Vianello, docente e studioso da lungo tempo impegnato nelle dinamiche dell’istruzione italiana. L’intervista si propone di analizzare le sfide attuali del sistema scolastico: dalla qualità dell’insegnamento ai rapporti tra insegnanti, studenti e famiglie; dalle criticità strutturali agli impatti delle recenti politiche educative; fino alle prospettive future, tra l’ammissione dei fallimenti prodotti dagli approcci pedagogici nuovisti e la necessità di ripristino di una scuola seria, selettiva e improntata alla lezione frontale.

Un commento

  1. Eccellente sintesi. Bravo e incisivo, Vianello. Mi soffermo su un punto. La mancanza di orizzonte è proprio ciò che caratterizza l’attuale predominante linea pedagogica: sembra quasi che, per certuni – soprattutto al Ministero, nei vari Uffici scolastici e nelle Direzioni scolastiche – siamo destinati, in Italia e in Europa, a star fermi per sempre ai decenni precedenti, diciamo di relative vacche grasse, che sembrava (nb: sembrava) non richiedessero più, a Scuola né fatica né, all’occorrenza, sacrificio. Non solo, ma una pessima pedagogia della *divina adolescenza* ama rappresentarsi, come fosse attuale, uno scenario fantoccio che era proprio degli anni ’50, fatto di autoritarismo e dura selezione, ma che da decenni è dileguato. Questa mancanza di apertura al futuro è irresponsabile nella sua spensieratezza -Vianello ce lo argomenta chiarissimamente- e nel contempo c’è sempre chi ama spudoratamente demonizzare qualsiasi ipotesi di serietà scolastica. Anche perché sulla persistente e alienata palude inefficiente campa, parassitario, il carrozzone della Formazione. Che non sente ragioni che vando oltre il proprio piatto di lenticchie.

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