I limiti della valutazione descrittiva
Quando l’osservabile prende il posto del sapere la scuola rinuncia alla propria missione.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Quando l’osservabile prende il posto del sapere la scuola rinuncia alla propria missione.
Noterelle a margine di una riforma riuscita.
Contro l’illusione pedagogica del “si impara solo facendo” si tratta di guardare agli esiti fecondi alla storia del pensiero.
Se l’arte è originata dal Genio (cioè da fattori esterni) e non dell’Impegno (cioè dalla fatica e dall’esercizio quotidiani), a che scopo insegnarne la pratica?
Esistono metodi didattici passe-partout, che valgono per tutte le discipline e schiudono le Divine Porte del Successo Formativo? Partendo dall’esperienza nell’insegnamento dell’arte, provo a mostrare come materie diverse richiedano approcci diversi.
In troppi credono di poter sempre evitare agli allievi la ripetizione e la memorizzazione in vista della automatizzazione di processi mentali di base. Si può fare, certo: ma a danno dei processi mentali di ordine superiore.
La pedagogia ama vantare la discendenza della sua concezione puerocentrica dalla pratica socratica della maieutica. Si tratta però di un equivoco: la maieutica filosofica non è un metodo pedagogico, ma la scoperta, fondamentale per la nostra civiltà, dell’essenzialità della critica per la scienza.
La pedagogia è zeppa di costrutti dalle basi filosofiche fragili e contestabili, a cui però gli insegnanti non oppongono alcuna resistenza