I genitori a scuola: aiuto o problema?
Uno dei temi caldi del dibattito sulla scuola è la presenza, da molti considerata invadenza, dei genitori. L’autore di questo articolo propone una visione equilibrata.
L’articolo 30 della Costituzione parla chiaro: l’educazione dei figli spetta solo ai genitori, quindi non alla scuola. Ed è chiaro il contesto che ha portato a questo articolo: i padri costituenti vollero evitare che la scuola diventasse (o meglio rimanesse) il luogo dove fare propaganda politica sui bambini, come avveniva e avviene nei regimi totalitari sia ‘di destra’ che ‘di sinistra’. Non si può non condividere: a scuola bisogna insegnare principi e nozioni oggettive e il più possibile libere da qualsiasi ideologia, e le lezioni scolastiche non devono degenerare in comizi politici, come a volte succede; d’altro canto i genitori sono le persone che amano di più i propri figli, e a loro deve restare la responsabilità di crescerli nel miglior modo possibile.
Va inoltre sottolineato che la legge prevede l’obbligo di istruzione, non l’obbligo “scolastico”. I genitori possono legittimamente istruire i propri figli a casa con l’home-schooling, a patto ovviamente che essi sostengano esami periodici a scuola. Se li mandano a scuola, hanno il diritto di controllare il loro andamento scolastico e di confrontarsi con gli insegnanti. E hanno il giusto diritto di trasferire i propri figli in un altro istituto, per qualsiasi motivo lo ritengano opportuno.
Recentemente, però, una parte della politica e alcuni intellettuali (come Galimberti e Crepet) hanno cominciato a chiedere a gran voce che i genitori non mettano più piede a scuola. Io rigetto questa posizione, che mi sembra abnorme e in contrasto con la Costituzione, e che rischierebbe persino di favorire un totalitarismo che voglia indottrinare i giovani impedendo ai genitori di vigilare.
Le opinioni e i suggerimenti dei genitori, invece, sono spesso molto importanti per i docenti. Possono far luce su comportamenti o attitudini degli studenti altrimenti inspiegabili. Possono suggerire ai docenti come interagire con loro e come tentare di risolvere alcuni comportamenti problematici. Possono, ad esempio, spiegare le cause di certi atteggiamenti apparentemente ostili verso la scuola, per evitare che questi danneggino l’apprendimento e le interazioni sociali.
È quindi giusto, e importante, che i genitori continuino a rivestire un ruolo fondamentale nell’istruzione dei figli, e che possano esprimere le loro opinioni ai docenti e ai dirigenti. Va tuttavia sottolineato che è altrettanto giusto che i docenti siano liberi di dissentire, e di comportarsi nel modo che ritengono più opportuno.
Difatti in alcuni casi i genitori assumono posizioni contrarie all’interesse dei figli. Capita infatti che essi chiedano agli insegnanti un approccio eccessivamente indulgente; che giustifichino i figli quando disturbano le lezioni, addossandone la colpa ai docenti; che chiedano voti esorbitanti per studenti che semplicemente non vogliono studiare, a prescindere dalle competenze acquisite, come se il loro obiettivo fosse soltanto un voto alto e non la reale formazione culturale. Questi sono tutti comportamenti contrari all’interesse dei figli. Un genitore che chiede voti elevati per il figlio che non ha voglia di studiare, o che non ha imparato abbastanza, non solo non lo sta aiutando, ma lo sta danneggiando: perché, illudendolo di essere preparato, lo dissuade dall’impegnarsi per migliorare. I genitori che vogliono davvero bene ai loro figli, e che vogliono favorire la loro crescita culturale, non dovrebbero adottare questi comportamenti.
Quando ci sono genitori che esercitano pressioni perché ai figli siano dati voti esagerati e irrelati con le competenze acquisite, o che muovono accuse pretestuose contro un docente reo di non farlo, è fondamentale che il corpo docente e la dirigenza rimangano retti e credibili. Un approccio eccessivamente indulgente o ‘ultra-inclusivo’ non solo non sopisce le ingiuste pretese dei genitori, ma addirittura le amplifica e le rafforza. Un corpo docente indulgente, o che colpevolizza il collega accusato di non voler alzare artificiosamente i voti a uno studente svogliato o incompetente, è il carburante che alimenta le richieste irragionevoli dei genitori e che fomenta le aggressioni.
Un corpo docente retto e credibile è invece l’antidoto che frena efficacemente le accuse pretestuose e le richieste aggressive di certi genitori. Inoltre, è fondamentale che gli insegnanti evitino di sottoscrivere PEI (piani educativi individualizzati) o PDP (piani didattici personalizzati) contenenti un numero eccessivo di “strumenti compensativi e misure dispensative”, che rischiano di portare gli studenti a disimpegnarsi e allinearsi verso il basso, e contemporaneamente di alimentare richieste assurde e ricorsi pretestuosi.
Ovviamente è anche fondamentale che il corpo docente eviti di alzare artificiosamente i voti in sede di scrutinio, come troppo spesso accade. La consapevolezza dell’esistenza del cosiddetto voto di consiglio, e di un corpo docente ben disposto ad avvalersi di questa possibilità, rende studenti e genitori aggressivi nei confronti di quel professore che intende fare seriamente il proprio lavoro e non vuole dare voti fasulli.
In conclusione, io credo che i genitori siano importanti a scuola e che la loro voce vada ascoltata. Ma qualora essi tengano comportamenti inutili o dannosi, devono essere contrastati da un corpo docente che sa dire no alle richieste pretestuose e ingiuste. I docenti retti e credibili non devono essere eroi, ma professionisti che fanno il loro dovere.

Mi permetto di dissentire. I genitori oggi invadono indebitamente il campo di lavoro dei docenti perché i confini dei ruoli e delle responsabilità NON SONO CHIARE. E finché non viene ripristinata la chiara linea di confine, continueranno gli abusi e i conflitti tra le parti. È inutile dire “bisognerebbe che i docenti non alzassero più i voti per non avere contro i genitori” e “bisognerebbe che i genitori stessero al loro posto rispettando i docenti e limitandosi a passare informazioni utili alla scuola”.
Evidentemente non hai capito l’articolo, il quale traccia una chiara linea di confine tra i comportamenti costruttivi e quelli dannosi per tutti. L’articolo dice chiaramente che l’aumento dei voti è il carburante che alimenta gli abusi di certi genitori, è fondamentale ribadire questo concetto. Se tu alzi i voti, i genitori chiedono sempre di più, e magari vanno anche oltre
Sì, ho capito benissimo il tuo articolo, ma non ne condivido l’applicabilità.
Provo a spiegarmi meglio (nello spirito di un confronto intellettualmente onesto).
1) citi “l’art. 30 della Costituzione, secondo il quale l’educazione dei figli spetta ai genitori”. E fin qua va tutto bene. Poi ti dilunghi dicendo che è importante mantenere questo confine per prevenire il rischio di far funzionare il sistema d’istruzione secondo dettami da regime totalitario. E va bene anche questo. Tuttavia, siamo sicuri che oggi non vi sia una tendenziosità nell’educazuione a scuola? Riflettiamo…intendo dire che non è sufficiente che i genitori scongiurino l’avvento del totalitarismo per prevenire un’educazione totalitaria a scuola…se questa dovesse avvenire avverrebbe comunque. Io ho l’impressione che già oggi ci sia una spinta verso l’istruzione bassa, verso il basso senso critico e verso la propensione alla funzionalità all’attuale sistema economico, e mi chiedo fino a che punto questo sia giusto. Ma la questione è un’altra: non spetta al genitore sorvegliare il sistema d’istruzione per prevenire derive totalitarie, poiché tale ragionamento presuppone che il genitore abbia questa competenza. Ma siamo sicuri che ce l’ha? Riflettiamo…
2) “I genitori hanno diritto di controllare l’andamernto dei figli a scuola”. Non c’è dubbio su questo. Tuttavia, ancora una volta, ho l’impressione che la manifestazione del diritto di tale controllo riveli la PAURA che a scuola il figlio possa ricevere una qualche forma di indottrinamento. E tuttavia non è con il controllo dei genitori sull’operato della scuola che si previene un eventuale possibile indottrinamento. La questione è più semplice di ciò che sembra. La Scuola deve istruire e nient’altro: deve trasmettere i saperi di alcune discipline. Ma lo deve fare seriamente (non come fa oggi). A scuola i discenti devono sottostare ad un ambiente di regole e di disciplina, ma unicamente finalizzato alla seria trasmissione dei saperi. Nient’altro. Poi, fuori dalla dcuola e a casa sono liberi…
3) “i genitori hanno il diritto di trasferire il figlio in una scuola diversa”. Certamente. Ok anche qui. Nessuna obiezione.
4) “Galimberti, Crepet (e molti altrti, ndr) intimano l’espulsione deigenitori dalla scuola”. Ti sei mai chiesto perché? Prima di dire che tale dispositivo è abnorme e in contrasto con la costituzione…prova a chiederti bene il perché? La costituzione non prevede la costante indebita ingerenza dei genitori nell’operato della scuola e dei docenti. La funzione originaria è stata abbondantemente oltrepassata…oggi assistiamo ad un frequentissimo abuso dell’ingenrenza indebita dei genitori. Anche qui, ancora una volta, tu manifesti la paura dell’avvento di uno Stato totalitario. Ma da dove nasce questa paura. E che cosa nasconde? Io penso che il totalitarismo sia alquanto difficile da edificare o ripristinare, per ragioni storiche, ma questa è soltanto una mia opinione. Ciò di cui c’è bisogno, invece, è di un ritorno ad una maggiore serietà e fermezza dei princìpi e delle funzioni. Come tu stesso ha delineato, del resto…
5) “le opinioni dei genitori sono spesso molto importanti per i docenti”. Ma dove? Ma è mai possibile che non ci si possa liberare da questo iper-controllo dei genitori sui figli? Vigilare sui figli non significa andare a dire al docente quello che deve fare, perché questa è esattamente una invadenza di campo. E’ questo il problema. IL genitore fa il genitorer, e lo fa a casa sua col filgio, e il docente in classe fa il docente. Niente di più chiaro e lampante.
6) “i genitori possono sugegrire ai docenti come interagire”…ma stiamo scherzando? Il genitore fa il genitore, a casa, e vigila sul figlio anche fuori casa, ma mai deve permettersi di dire al docente quello che deve fare…ancora una volta percepisco una incapacità di liberarsi di questa mania di intromettersi nelle funzioni altrui per quanto attiene al proprio figlio.
7) “è altrettanto giusto che anche i docenti siano liberi di interagire e di dissentire”…e ci mancherebbe altro…tuttavia – ed è qui il problema – se dici che i genitori sono liberi di interferire come hai detto e che i docenti sono liberi di dissentire etc., stai ammettendo che il confine tra i ruoli non è chiaro poiché necessita di essere ridefinito di volta in volta. E proprio qui sta il problema: dato che le persone sono diverse, hanno percezioni diverse…finiscono per interferire indebitamente senza alcun senso del limite. E’ per quello che assistiamo a frequentissimi abusi, ed è per quello che tantissimi docenti abbassano il tiro (e nelle valutazioni, e nella relazione); per non avere rogne. Ed è proprio per questo che Galimberti, Crepet, Barbero, Galli Della Loggia e tantissimi altri dicono – GIUSTAMENTE – che il genuitore deve essere messo fuori dalla scuola. E’ per tutelare l’isatruzione, che così non funziona più. Non c’è rischio di totalitarismo. Ciò che si rischia, semmai, è di tornare ad una scuola seria che fa quello che deve fare una scuola seria….o so…siamo scesi e ora è difficile risalire…ed è difficile accettare le operazioni necessarie per poter risalire…
8) “in alcuni casi i genitori assumono posizioni contrarie all’interesse dei figi…”. Non in alcuni casi, ma in tantissimi casi, in troppi casi…purtrtoppo…perché la confiusione dei ruoli ha dissolto i confini e si assiste all’abuso, che ne è la logica conseguenza, l’effetto della perdita di ogni trascendenza, di ogni elevatezza, di ogni sano princìpio di rettitudine.
9) “i genitori che vogliono davvero bene ai propri figli non dovrebbero…”. Beh, qui percepisco una forte ingenuità, poiché i genitori che vogliono davvero il bene dei figli debbono anche essere formati ed educati a loro volta in un certo modo. Cosa che non è, poiché, dati i tempi, si assiste al trionfo individualistico degli adulti che ritengono di poter fare ciò che vogliono dei loro figli, come se loro fossero al di sopra di tutto e di tutti. Non so fino a che punto questo sia giusto. Ma è evidente che come si sono messe le cose oggi non è più sostenibile…dici che “i consigli di classe devono rimanere retti”…tu hai idea di quello che accade oggi mediamente nella scuola italiana? E proprio nei consigli di classe? E i voti di consiglio…e il capro espiatorio etc. E pensi davvero che abbassare il voto per fare in modo che il genitore non richieda ancor di più sia sufficiente? Il costante perpetrare dell’ingenrenza indebita dei genitori ha portato ilo genitore, purtroppo, non soltanto ad abusare abitualmente della sua funzione, ma lo ha anche addestrato fin nei minmimi particolari, poiché ha imparato benissimo come fare per mettere in difficoltà il docente quando la cosa gli torna comoda per suo figlio (ed è interessato alla forma, quindi al voto, molto più che alla sostanza, e anche qui ci sarebbe da aprire un altro enorme capitolo…), e magari bastasse metterlo al suo posto regolando i voti…oggi il genitore ti attacca sulla modalità relazionale, su un partola che hai detto in classe, che viene ripresa, decontestualizzata, usata come arma pretestuosa…guardano le referenze che hai, cosa dicono di te, quanto potente o debole sei…e dopo averle provate tutte…si rivolgono al Dirigente scolastico per chiedergli di togliere quel docente alla classe del figlio. Questa, purtroppo, caro Tripepi, è la triste realtà…attestata dai fatti…e le aggressioni ai docenti che ci sono state non sono che la punta di un enorme diamante. Chi ci rimette di piùì? Sempre i migliori…altro che parua dello Stato Totalitario.
Una certa sinistra, quella di oggi, dà molto fastidio anche a me. Non c’è dubbio che sia sbagliato fare indottrinamento politico in classe. Io mi sono sempre rifiutato di farlo (anche quando andava più di moda farlo). In classe si deve insegnare le discipline e basta. Gli studenti acquisiscono strumenti per poi operare le loro scelte in autonomia.
Tuttavia io penso che il problema della scuola oggi sia più profondo e trasversale della dicotomia dx/sx. Perché è un problema della decadenza.
Certamente Dario…i problemi hanno sempre diverse sfaccettature. Ci tengo tuttavia a ribadire che l’articolo non è indulgente nei confronti dei genitori. C’è scritto che a volte attuano dei comportamenti dannosi che i docenti seri devono contrastare