“La cultura degli alibi”

Ne parla Julio Velasco in un’intervista, durante TALK a Napoli, di Francesco Costa per Wilson.


Julio Velasco è un allenatore e dirigente sportivo argentino, celebre per aver guidato la nazionale italiana di pallavolo ai massimi livelli. È noto anche come pensatore dello sport e dell’educazione, per le sue riflessioni dirette e controcorrente su responsabilità, merito e cultura dell’impegno. Un reazionario passatista, insomma, che “non conosce gli ultimi traguardi della neuro-pedagogia”. Proviamo ad immaginare una scuola che risponda ai suoi chiarissimi principi, ben illustrati in questo podcast: probabilmente verrebbe chiusa dopo poche settimane.

Purtroppo oggi siamo circondati da una generazione tenuta in serra pedagogica, annaffiata a giustificazioni e protetta dal minimo spiffero di realtà. Qui l’alibi non solo non fa crescere: è diventato il fertilizzante ufficiale.

Se uno studente non studia, non è pigrizia: è un disagio.
Se non capisce, non è mancanza di impegno: è il contesto.
Se non fa nulla, non è responsabilità: è il sistema.

Il voto? Una tortura medievale.
Il merito? Una colpa borghese.
La fatica? Una micro-aggressione.

Così, per non traumatizzare nessuno, abbiamo deciso di traumatizzare la realtà: abolita la frustrazione, sterilizzato l’errore, bandita l’idea che migliorare richieda sforzo. Peccato che — come ricordava Velasco — senza responsabilità non c’è crescita, e senza crescita resta solo l’alibi. Che consola, accarezza… ma non allena.

E nella vita, purtroppo, non si vince grazie alle carezze.



[foto di Mohammad Hassanzadeh by Tasnim News Agency, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59264640]

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