L’allergia della pedagogia dominante verso ogni sapere formale
Del come, affermando che “ogni esperienza è conoscenza” si giunga ad assumere che “la scuola è di fatto superflua”.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Del come, affermando che “ogni esperienza è conoscenza” si giunga ad assumere che “la scuola è di fatto superflua”.
È necessario sanare una situazione che sta diventando grottesca, e certo non giova nemmeno alla qualità finale della scuola come servizio pubblico.
Perché ci sono molti modi di palesare il proprio dissenso, e perché c’è un modo sicuramente sbagliato.
Come la cultura contemporanea ha trasformato la fallibilità del giudizio nella sua delegittimazione.
I comportamenti degli esseri umani affondano le proprie radici nelle loro idee, consce ed inconsce. Ogni idea di educazione deve fare i conti con questo rapporto sotterraneo, oggi trascurato, poco analizzato, forse a causa di un irrazionale timore di violare l’unicità e la spontaneità dell’educando, quasi egli si dovesse fare da sé. Gli effetti di questa omissione sono sotto gli occhi di tutti.
La crisi della trasmissione nella pedagogia democratica contemporanea.
Il culto del nuovo è un male insidioso perché nasconde i rischi del cambiamento acritico dietro la parvenza della disponibilità al cambiamento.
La lotta più o meno esplicita alla scuola che si fonda sull’impegno è traccia di qualcosa di più vasto e profondo di quanto possa essere una particolare filosofia dell’istruzione: è piuttosto una lotta contro l’educazione come promessa, ed una vera lotta alla trascendenza.
Apprendimenti primari, conoscenze secondarie e crisi della trasmissione culturale nella scuola contemporanea: quando la proprietà transitiva non funziona.
Ripetere un anno scolastico: a molti questa eventualità sembra un’eresia pedagogica, sebbene altrove la stessa pedagogia ami tessere le lodi della personalizzazione dei tempi di apprendimento.
Studi convergenti e criticità della formazione docente centrata sulle teorie educative.
La nostra scuola è vittima di idee più grandi di lei, che nella scuola palesano in modo clamoroso i loro tremendi effetti reali.
La profetica sagacia di Swift sembra anticipare il nostro presente scolastico, ammorbato dalle strampalate convinzioni di chi vorrebbe sostituire lo studio con l’applicazione di rigidi protocolli insensati.
Lessico, ideologia e deriva nella scuola italiana contemporanea.
I segnali inquietanti di come il pedagogismo stia disarmando la democrazia.
C’è solo un modo davvero onesto e funzionale di aiutare i giovani ad orientarsi nella complessità delle proprie scelte di vita: dare loro una solida cultura di base.
Il caso del grande matematico francese, che più di vent’anni fa denunciava le assurdità di un certo tipo di impostazione pedagogica destinata ad affossare la scuola, ci sembra rappresentativo di come la forza della ragione – col tempo – possa ricevere il giusto riconoscimento. Ma è necessario che la politica si scrolli di dosso tanti anni di ideologia votata al declino.
Puerocentrismo e rimozione del tempo negli epigoni odierni di Rousseau.
I bravi docenti non rifiutano affatto l’idea di assumersi importanti responsabilità; ma chiedono che quelle responsabilità siano quelle che spettano a loro, e non altre.
Per una critica epistemologica della deriva pedagogica nuovista.
La scuola ha bisogno di un linguaggio più onesto, chiaro, condiviso, in modo che la realtà che esso deve rappresentare risulti compatibile con la funzione educativa.
La pedagogia contemporanea e il progressivo svuotamento del significato complesso ed olistico del giudizio professionale dell’insegnante.
Siamo davvero a questo punto? Dobbiamo argomentare per difendere il primato della parola sull’immagine? Dobbiamo difendere la scuola dagli attacchi di una cultura del facile coinvolgimento che degrada la conoscenza umana?
Riflessione sull’illusione interdisciplinare, funzionale al tramonto dei contenuti.
La difficoltà come esperienza educativa irrinunciabile: contro la riduzione insensata della scuola a intrattenimento.
A che cosa può condurre il ricorso a teorie che si dicono scientifiche pur essendo teorie che non possono essere falsificate, smentite? A nulla di buono.
La scuola è il luogo dove è oggi più avanzato un processo di rifiuto della norma come spazio di confronto condiviso. Ma nel rifiuto del confronto ingigantiscono il soggettivismo più solipsistico e la pedagogia del capriccio.