Da Raimo una non-risposta deludente e ideologica
Christian Raimo ha voluto rispondere al mio articolo in difesa del merito e in moltissimi mi hanno sollecitato, attraverso la redazione de “Il Gessetto”, una risposta.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Christian Raimo ha voluto rispondere al mio articolo in difesa del merito e in moltissimi mi hanno sollecitato, attraverso la redazione de “Il Gessetto”, una risposta.
E la scuola, che ruolo gioca? Una rilettura dei testi di Lucio Russo, alla ricerca di una risposta.
Il confronto con la ricerca scientifica di tradizione medica.
Un confronto tra i processi di legittimazione della ricerca medica e della ricerca pedagogico-didattica: limiti e differenze. Proposta operativa.
Non ripetere gli errori del passato: oggi è possibile grazie alle illuminanti conquiste di certa pedagogia, che finalmente libera gli allievi da ogni forma di schiavitù per liberarne la potenza creativa.
Pubblichiamo qui l’interessante intervento dell’ex Ministro dell’Istruzione portoghese al convegno vicentino tenutosi nel mese di novembre, ed organizzato da ContiamoCi e da Il Gessetto.
Quando i dati diventano retorica scientifica.
Punti di incontro tra ricerca evidence-based e saggezza educativa. Ce ne offre un quadro esauriente Antonio Calvani, già prof. ordinario di didattica e pedagogia speciale, nonché direttore scientifico dell’Associazione S.Ap.I.E. (www.sapie.it)
Un j’accuse contro la pedagogia della dissoluzione: quella che ha scambiato la conoscenza per oppressione, la fatica per trauma, e l’insegnante per animatore emotivo. Dedicato a chi, tra i pochi superstiti, volesse ancora credere nel valore della verità e nella dignità dell’apprendere.
Intervento di Gregorio Luri in occasione del convegno «La scuola sospesa tra istruzione e pedagogismo – Alle radici di un fallimento annunciato», tenutosi a Vicenza il 15-16 novembre 2025, a cura dell’Associazione ContiamoCi! in collaborazione con il gruppo di insegnanti Il Gessetto.
Qualche appunto a seguito del convegno tenutosi a Vicenza il 15 ed il 16 novembre 2025.
Come il linguaggio neurobiologico è diventato una nuova forma di retorica educativa, tra semplificazioni, miti e marketing formativo.
Periodicamente ai docenti vengono raccomandate o impartite le stesse teorie pedagogico-didattiche presentate come “nuove” e come “scientifiche”.
A quasi trent’anni dalla pubblicazione di due libri che hanno segnato il dibattito culturale sulla scuola italiana — La scuola sospesa, di Giulio Ferroni, e Segmenti e bastoncini, di Lucio Russo — questo convegno, che si terrà a Vicenza, nella sede di ContiamoCi! nei giorni 15 e 16 novembre, prende le mosse dal titolo del primo dei due per rilanciare quel dibattito, che vuole essere prima di tutto civile.
Ci sono ancora dirigenti scolastici capaci di una profonda visione d’insieme, ancorata all’idea di scuola come luogo di cultura.
La parola “difficoltà” sembra diventata una parolaccia, quando si parla di scuola e di apprendimento. Ma il Paese dei Balocchi continua a non esistere.
Il presidente dell’associazione pedagogisti educatori italiani sembra cavalcare al contrario i cambiamenti.
Pedagogia e docimologia aspirano a una scientificità impossibile perché i loro scopi non detti sono rivoluzionari, eversivi: e infatti descrivono il sistema scolastico che stanno distruggendo come marcio, reazionario, anti-democratico.
Sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori l’ultimo lavoro del neuropsichiatra infantile Narciso Mostarda, “La società adolescente: Padri e figli al tempo dell’identità smarrita”, ediz. Rubbettino 2025 – pagg. 99, costo € 13,00.
Leggere e interpretare la realtà è – deve essere – la base e la condizione per riformare in modo serio e utile una istituzione sociale, come per esempio la scuola. Che cosa succede invece se il processo è inverso, e una realtà fittizia viene artificiosamente disegnata per giustificarne l’ulteriore disgregazione?
Dire che la scuola degli ultimi 25 anni è diventata una scuola di classe parrebbe uno sproposito. Vediamo come e perchè.
Abbiamo lanciato una petizione rivolta a tutti i docenti italiani e al Ministro Giuseppe Valditara per non modificare un passaggio chiave della bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione. Aiutaci a fermare la deriva della scuola italiana, firma anche tu!
La pedagogia torna e ritorna all’attacco pretendendo di rifare l’insegnante, insieme all’uomo nuovo. Le manca di capire che l’essere umano non si programma.
Sembra impossibile, incrociando le statistiche sui risultati del sistema educativo in Italia con le ricette che vengono ostinatamente proposte e attuate per migliorarlo, non rendersi conto che è necessaria un’inversione di rotta a 180°.
Altri segnali di un vero cambio di paradigma nella concezione della scuola. Possiamo però opporci, fare sentire la nostra voce.
Un gruppo di insegnanti da alcuni mesi sta mettendo in circolazione alcune strane idee sulla scuola, mettendo a rischio la serenità di studenti e famiglie.
La scuola deve superare gli equivoci pedagogici e assumersi il compito di trasmettere efficacemente le discipline teoriche.