La memoria. Una riflessione.
Può esistere apprendimento senza memoria? Una riflessione che va al di là, e più in profondità, della solita contesa tra i fautori e i detrattori dell’ “imparare a memoria” a scuola.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Può esistere apprendimento senza memoria? Una riflessione che va al di là, e più in profondità, della solita contesa tra i fautori e i detrattori dell’ “imparare a memoria” a scuola.
A scuola la grande letteratura non si studia più (cioè non si legge, né si commenta, né si medita) come si deve. Ma non tutto si spiega con la scuola. Perché nell’ignoranza diffusa della nostra gioventù scolarizzata e laureata c’è anche il peso schiacciante e la pervasività liquida della sottocultura di massa, la moneta cattiva che scaccia agevolmente la buona.
È necessario restituire agli insegnanti il tempo-lezione necessario da dedicare alla lettura in classe dei testi.
Come è possibile sviluppare ed esercitare un effettivo senso critico senza possedere i fondamenti di una solida matrice culturale, costituiti da quell’insieme di contenuti culturali, cognizioni, dati, informazioni, conoscenze, che però ormai sono bollati da più parti come un coacervo inutile di nozioni superflue?
Esistono metodi didattici passe-partout, che valgono per tutte le discipline e schiudono le Divine Porte del Successo Formativo? Partendo dall’esperienza nell’insegnamento dell’arte, provo a mostrare come materie diverse richiedano approcci diversi.
Abbiamo lanciato una petizione rivolta a tutti i docenti italiani e al Ministro Giuseppe Valditara per non modificare un passaggio chiave della bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione. Aiutaci a fermare la deriva della scuola italiana, firma anche tu!
La scuola è un luogo dove per molto tempo sono state distillate pratiche efficaci che la velleità scientifica non può pensare di spazzare via: se non facendocene pagare i costi enormi.