Il nuovo esame di maturità: le contraddizioni di Raimo
Pur di attaccare ciò ch’egli detesta riesce persino a smentire se stesso.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Pur di attaccare ciò ch’egli detesta riesce persino a smentire se stesso.
In questa replica critica a “La scuola del merito è ipocrita e iniqua” di Christian Raimo, pubblicato su Domani lo scorso 29 dicembre, si illustra come la pretesa di eliminare alcuni meccanismi imperfetti ma necessari al funzionamento della società non faccia altro che favorirne la sommersione e l’opacità, ripristinando i privilegi che quei meccanismi possono combattere.
Contenziosi, genitori e prospettive per il futuro di una scuola fondata su merito e dignità
Valutare con i metodi di ieri ha ancora un senso nella scuola di oggi? Una riflessione forse radicale, ma certamente coerente, che finalmente ci porta al di là del guado.
È giusto che gli studenti conoscano le ragioni particolari che hanno portato il docente a dare un certo voto; ma ciò non può legittimare gli eccessi di una mentalità pseudo-scientifica.
Sempre più spesso ci si accorge dell’insensatezza di idee che vengono vendute a noi insegnanti come rivoluzionarie.
Un gruppo di insegnanti da alcuni mesi sta mettendo in circolazione alcune strane idee sulla scuola, mettendo a rischio la serenità di studenti e famiglie.
Un alunno della scuola media ha aggredito un professore, dopo averlo già minacciato in passato. L’episodio evidenzia ancora una volta la crescente delegittimazione degli insegnanti e la crisi educativa.
Una scuola che voglia essere efficace deve liberarsi dai pregiudizi dell’attivismo pedagogico e fare uso del voto numerico.
La miglior via per promuovere i cambiamenti? Mostrare come spregevole ciò che si intende cambiare
Un libro ironico ma aggraziato sulla scuola italiana, nella quale abbiamo sempre più bisogno di antidoti, terapie e catarsi
Quest’anno ho voglia di innovarmi e sperimentare una nuova metologia didattica: la “didattica quantistica”.
La pedagogia ama vantare la discendenza della sua concezione puerocentrica dalla pratica socratica della maieutica. Si tratta però di un equivoco: la maieutica filosofica non è un metodo pedagogico, ma la scoperta, fondamentale per la nostra civiltà, dell’essenzialità della critica per la scienza.
Hirsch illustra il disastro della scuola americana e lo spiega con l’errore pedagogico di volere che gli alunni acquisiscano le abilità teoriche senza conoscenze e attraverso modalità naturali e spontanee di apprendimento. Lo stesso errore ha investito la scuola europea e ne sta determinando la decadenza.
Una nuova sentenza conferma ciò che dovrebbe essere ovvio ed insindacabile, ma che troppe famiglie non sanno accettare
Sembra inestinguibile la tendenza di troppi docenti a valutare gli esiti dei percorsi scolastici seguendo criteri di tipo moralistico