Tu non puoi parlare
È ancora possibile confrontarsi con un’idea senza usare come arma il giudizio morale, anche il più falso, sulla persona che l’ha espressa?
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
È ancora possibile confrontarsi con un’idea senza usare come arma il giudizio morale, anche il più falso, sulla persona che l’ha espressa?
La vicenda di Frédéric Ducrest, preside svizzero licenziato nel 2024 perché non collaborazionista col pedagogismo dominante, dimostra che la battaglia che Il Gessetto sta combattendo è comune ed è la battaglia culturale del nostro tempo.
Ma perché un docente, che rimane nella stessa scuola e magari lavora lì da decenni, ogni anno deve aspettare settembre per conoscere le classi in cui insegnerà e le materie che insegnerà?
Come vengono assunti, oggi, i docenti della scuola pubblica italiana, cui sarà affidata l’istruzione della popolazione di uno Stato che ritiene, e pretende, di essere tra i più civili e progrediti? Lo spiega – leggere per credere – questo articolo recentemente pubblicato.
La scuola “del benessere” ha portato all’aumento dei procedimenti disciplinari contro i docenti? C’è una relazione tra il suo principio pedagogico fondamentale – assumere sempre e comunque il punto di vista e il giudizio degli studenti e dei loro genitori – e questo aumento?
Un lavoro in cui tutti mettono le mani, un luogo che tutti possono invadere, una relazione in cui tutti possono intromettersi, un mosaico con cui tutti possono giocare è ancora una scuola?
Non servono dibattiti. Serve un movimento di liberazione.
Risposta a un post pubblicato il 9 giugno su dirigentiscuola.org, intitolato “Dirigenti scolastici nel mirino mentre le istituzioni restano in silenzio”, sulle vessazioni che i dirigenti scolastici subiscono dai loro docenti.