La deriva della pseudo-scuola
Intervista condotta da Edoardo Gagliardi, di Byoblu, a Elisabetta Frezza e Enrico Rebuffat. Un’analisi spietata dello stato in cui versa la scuola.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Intervista condotta da Edoardo Gagliardi, di Byoblu, a Elisabetta Frezza e Enrico Rebuffat. Un’analisi spietata dello stato in cui versa la scuola.
Finalmente un’intervista distesa ed accurata in cui è possibile esporre con agio il punto di vista di coloro che vedono nel pedagogismo montante un vero rischio per la democrazia e per il futuro.
Nel 2010 sono approdato nel mondo della scuola. Immediatamente ho notato le numerose stranezze che caratterizzano il settore della scuola pubblica e le sistematiche violazioni dei diritti dei lavoratori insegnanti.
La scuola Svedese è spesso portata ad esempio da molti commentatori. Ma è tutto oro quello che luccica? Dobbiamo sempre emulare in modo acritico o possiamo permetterci di analizzare?
Che ne pensa il prof. Ludovico Vianello della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Piero Galli della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Sven Glietenberg della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Simone Biazzi della scuola di oggi?
Che ne pensa la prof.ssa Kate Cook della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Massimo Migliorati della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Adriano Bernasconi della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Giulio Merici della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Mathias Tistelgren della scuola di oggi?
Che ne pensa il prof. Franco Manni della scuola di oggi?
Il sistema scolastico svedese ha già cercato di sostituire la conoscenza con l’istruzione, intesa come educazione dei bambini. A causa di questo cambiamento, in cui è stata sottovalutata l’importanza della conoscenza, i risultati della Svezia nelle competenze di base, come la lettura, si sono molto deteriorati.
The Swedish school system already tried to replace the “knowledge” with “instruction”, understood as the bringing up of children. Thanks to this change where the importance of knowledge was underestimated, Sweden’s results in the basic competencies such as reading had deteriorated very much.