Un esame migliore
Qualche impressione sul nuovo colloquio all’esame di Stato. Una maggiore sobrietà; e soprattutto la fine dell’artificiosità di molti collegamenti interdisciplinari.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Qualche impressione sul nuovo colloquio all’esame di Stato. Una maggiore sobrietà; e soprattutto la fine dell’artificiosità di molti collegamenti interdisciplinari.
Autorità, conoscenza e responsabilità nella scuola contemporanea.
Per secoli è parso illuminante l’adagio di Bernardo di Chartres, che definisce i moderni come “nani sulle spalle dei giganti” del mondo passato; ma da qualche decennio c’è chi vuole scendere da quelle spalle, sentendosi gigante lui stesso.
Le neuroscienze sono con tutta ovvietà un frontiera importante del sapere umano. Non si può dire altrettanto della lettura che ne danno coloro che vogliono cambiare in peggio la scuola.
Come il linguaggio neurobiologico è diventato una nuova forma di retorica educativa, tra semplificazioni, miti e marketing formativo.
Ma davvero i cambiamenti sono sempre da accogliere come miglioramenti, soprattutto in un’istituzione come la scuola, preposta a conservare il patrimonio culturale di una civiltà? Un dirigente scolastico risponde ad un collega.
Ci sono ancora dirigenti scolastici capaci di una profonda visione d’insieme, ancorata all’idea di scuola come luogo di cultura.
Riproponiamo qui un recente intervento del dirigente scolastico Paolo Cortese, pubblicato su La Stampa di Torino. Egli condivide diverse idee che ispirano il Gessetto.