Interdisciplinarità come vera innovazione per la scuola del futuro
Non c’è pregiudizio verso le novità, se esse sono migliorative. Ma il cuore d’ogni discorso sulla scuola dev’essere la difesa e la promozione dei suoi scopi primari
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Non c’è pregiudizio verso le novità, se esse sono migliorative. Ma il cuore d’ogni discorso sulla scuola dev’essere la difesa e la promozione dei suoi scopi primari
Da una recensione di “Riscoprire l’insegnamento”, di Gert J. J. Biesta, una riflessione sulla necessità che gli insegnanti riassumano il ruolo che compete loro, per una vera istruzione e una vera formazione
Come avviene per molte altre false opposizioni anche la questione dei compiti da svolgersi a casa, posta nel modo sbagliato, diventa grottesca: non si tratta di darne troppi oppure di non darne, ma ovviamente di darne nella giusta quantità e della giusta qualità…
Daniele Novara è una vera fucina di concetti ed immagini pedagogiche accattivanti quanto decettivi.
Un dirigente scolastico risponde ad uno dei protagonisti della lunga campagna contro i voti.
E chi la deride, forse dovrebbe interrogarsi sul proprio ruolo. Una scuola che svolga il proprio compito non è una scuola che ceda al relativismo pedagogico.
Il presidente dell’associazione pedagogisti educatori italiani sembra cavalcare al contrario i cambiamenti.
Dilaga l’ideologia che scambia artatamente la valutazione del profitto scolastico con il giudizio personale sullo studente, e così facendo toglie senso alla scuola.
La realtà non può essere affrontata con gli occhiali dell’ideologia senza che ci venga presentato il conto. La disciplina dovrebbe essere un pre-requisito ragionevole per una scuola di qualità, eppure essa è sovente percepita come un superfluo retaggio di epoche buie. Parla un dirigente scolastico.